Il profilo del docente italiano? Donna e over 50

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 La Stampa  6.10.2015.

I dati del rapporto Eurostat diffuso in occasione della Giornata mondiale dell’insegnante
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In Italia oltre 60% dei docenti ha 50 anni o più e la maggior parte è donna. È quanto emerge da un rapporto Eurostat diffuso in occasione della Giornata mondiale dell’insegnante.

Nel 2013 la percentuale più alta di insegnanti con 50 o più anni si registra in Italia (61,9%) seguita a distanza da Bulgaria (47,7%), Estonia (43,1%), Lituania (42,1%), Svezia (41,7%), Lettonia (41,2%) e Grecia (40,1%).

Considerando i diversi cicli di istruzione, la fetta più consistente di prof over50 si trova nei livelli Secondario e Terziario in tutti gli stati europei fatta eccezione per Grecia, Malta, Romania e Svezia. In Italia ben oltre la metà del corpo insegnante è over 50 in tutti i livelli d’istruzione, dalla scuola d’infanzia all’università.

Il report di Eurostat mette anche in risalto una caratteristica che accomuna, seppure con percentuali diverse, tutti i paesi dell’Unione europea: a insegnare sono soprattutto le donne (con una media Ue di 7 su 10). E in modo particolare nei primi cicli di istruzione. Nella scuola primaria la più alta percentuale di insegnanti-donna si registra in Lituania e Slovenia (97,1%), seguite da Repubblica Ceca (96,8%), Italia (95,9%) e Ungheria (95,6%). Grecia (69,9%), Spagna (75,9%), Lussemburgo (76%) e Svezia (77%) sono i Paesi con le percentuali più basse.

Nella scuola secondaria la media europea di presenza femminile è del 64%. Soltanto nei gradini più alti del sistema d’istruzione gli uomini “sorpassano”: nel post-secondario le donne rappresentano, infatti, in Europa il 41%. E sono sotto-rappresentate ovunque tranne che in Lettonia (56,3%), Lituania (55,5%) e Finlandia (50,7%). In Italia coprono il 36,9% dei posti.

Se il rapporto Eurostat analizza fattori come l’età e il sesso di appartenenza del corpo docente in Europa, un’altra indagine – l’ultimo aggiornamento annuale del rapporto di Eurydice sugli stipendi degli insegnanti e dei capi di istituto in 36 paesi europei (Teachers’ and School Heads’ Salaries and Allowances in Europe, 2014-2015) – rivela che dopo numerosi anni di stagnazione dovuta alla crisi economica, o addirittura, in alcuni paesi, di significativi tagli, gli stipendi degli insegnanti sono tornati di nuovo a crescere nella maggioranza dei paesi europei. Ma non in Italia.

Tra i 23 paesi europei che hanno visto aumentare gli stipendi dei propri insegnanti, 11 di questi, tra cui la Germania, hanno fatto rientrare l’aumento salariale in quello più generale di cui hanno beneficiato tutti gli impiegati pubblici. In 7 paesi, tra cui la Francia, i cambiamenti sono stati veramente minimi: dell’1% o anche meno. In soli 6 paesi, tra cui l’Italia, gli stipendi degli insegnanti continuano a rimanere congelati.

GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

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