Valutazione/3. La lezione del prof Ranieri

tuttoscuola_logo14TuttoscuolaNews,  n. 762 del  9.5.4.2016 

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– Bernard Trafford, dirigente (headteacher) della Royal Grammar School di Newcastle e autorevole collaboratore del Times Educational Supplement, è rimasto talmente colpito dal successo personale e sportivo di Claudio Ranieri, allenatore-manager del Leicester, squadra di calcio inglese che non aveva mai vinto lo scudetto nei 132 anni della sua storia, da dedicargli un lungo articolo elogiativo e da proporre i suoi metodi di conduzione della squadra come modello di leadership valido anche per la scuola.

Che cosa ha colpito del comportamento e dei metodi di Ranieri, diventato King of England nel giorno, anzi nella ‘notte magica’, in cui il Leicester ha raggiunto la vetta della Premier League? Non le competenze tecniche (comunque evidentemente sottovalutate da Roman Abramovich, proprietario del Chelsea, e dai responsabili della nazionale di calcio greca, che lo avevano licenziato dandogli troppo poco tempo) ma quelle umane: la modestia, la fiducia nei suoi giocatori come uomini, la capacità di trasmettere passione.

Giunto ai vertici della classifica Ranieri non ha promesso ai giocatori premi straordinari (pay bonuses), giudicando decorosi i compensi già percepiti, anche se molto inferiori a quelli pagati dai grandi club: ha promesso, invece, di insegnare loro come si fa la pizza (the charm of the Italian kitchen, si legge nell’articolo), il calore di un tavolo da pranzo condiviso, il piacere del cameratismo, del cucinare e mangiare insieme. “Ecco la sua arma segreta!”.

Perfino nel giorno decisivo, quello in cui l’esito della partita del rivale Tottenham avrebbe determinato o rinviato il successo del Leicester, Ranieri non si è scomposto: è partito per Roma per festeggiare i 96 anni di sua madre.

In sintesi: niente lodi iperboliche né dure critiche in pubblico, ma commenti equilibrati; niente bonus o compensi legati alle prestazioni, ma stima reciproca e cameratismo; niente ricerca di colpevoli o cose di cui vergognarsi, solo iniezioni di fiducia; niente promesse stravaganti ma molta tranquilla soddisfazione. Potrebbe essere un buon programma anche per i decisori politici che si occupano di educazione, conclude Trafford. Ma sfortunatamente l’unico linguaggio che capiscono è quello dei test, delle league tables (classifiche tra scuole), delle ispezioni, della performance-related pay, delle pressioni dall’alto. Secondo loro un approccio morbido non potrebbe mai funzionare. Solo che Ranieri ha dimostrato che invece funziona…

Valutazione/3. La lezione del prof Ranieri ultima modifica: 2016-05-09T06:10:59+00:00 da Gilda Venezia

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