Questa riforma non ci piace

BUONA SCUOLA, IL NO DELLA GILDA:
“QUESTA RIFORMA NON CI PIACE,
CARO RENZI LASCIACI IN PACE”

Alessandro Giuliani, La Tecnica della Scuola 23.11.2014

È uno degli slogan gridati durante la manifestazione del sindacato autonomo per le strade di Firenze: presenti un migliaio di insegnanti. Duro il leader Di Meglio: nessun governo ha mai predisposto un progetto di riforma peggiore, che ci espropria degli scatti di anzianità e ci condanna a stipendi miseri. Poi l’appello agli altri sindacati: a gennaio uno sciopero unitario. Ma non sarà facile.

Domenica 23 novembre, si è svolta a Firenze l’annunciata manifestazione della Gilda degli Insegnanti per dire no al progetto di riforma La Buona Scuola: un migliaio di insegnanti hanno partecipato all’iniziativa camminando e gridando slogan lungo il tratto dell’Arno che passa per il capoluogo toscano.

Partiti da piazza dei Cavalleggeri, prof e maestri hanno sfilato in corteo fino a piazza Ognissanti. Forte e chiaro il messaggio lanciato al Governo: “Caro Renzi e cara Giannini, #siamonoilabuonascuola”. “Questa riforma non ci piace, caro Renzi lasciaci in pace”, “le nostre scuole non sono aziende, la scuola pubblica non si vende”, “la scuola pubblica va salvaguardata, niente soldi alla privata” sono alcuni degli slogan che hanno animato la manifestazione tra cori, striscioni e bandiere.

“Nessun governo – ha affermato Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda – ha mai predisposto un progetto di riforma peggiore di questo che ci espropria degli scatti di anzianità, ai quali abbiamo diritto per contratto, e condanna gli insegnanti a stipendi ancora più miseri di quelli attuali. Non vogliamo diventare impiegati dell’istruzione e ci opponiamo fermamente a un modello di scuola gerarchico che assegna sempre più poteri al dirigente scolastico. Al governo chiediamo un contratto specifico per gli insegnanti che ne riconosca la professionalità. Non vogliamo elemosinare punti con fantomatici corsi online per fare carriera, vogliamo soltanto insegnare e dedicarci ai nostri alunni”.

Da Firenze, scelta dalla Gilda per manifestare perché è la città di Renzi e culla della lingua italiana, Di Meglio ha rinnovato l’appello agli altri sindacati affinché si superino le divisioni politiche “alle quali – ha sottolineato il leader della Gilda – noi siamo totalmente estranei”. E a gennaio, ha concluso Di Meglio, si uniscano le forze in uno sciopero unitario della scuola per la scuola. Una richiesta, quella di unire le proteste di Flc-Cgil e Cisl, che al momento appare però difficile da compiersi.

GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

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