Rinnovo dei contratti e gioco delle tre carte

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di Pippo Frisone,  ScuolaOggi, 21.10.2016

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– Nella legge di Stabilità del 2016  il Governo aveva stanziato 300mln per il rinnovo contrattuale di tutto il pubblico impiego. Fatti quattro conti, quella somma divisa per 3,2 mln pubbici dipendenti, dava  l’irrisoria cifra media di  € 7,21  mensili lordi pro-capite ! Un insulto per i lavoratori, dopo un blocco salariale fermo al 2008 e costato € 2.500 lordi annui, una perdita secca in busta paga tra il 13 e il 15%. Per le OO.SS. del pubblico impiego occorrerebbero 7 Mld. per il triennio 2016-18. Solo per la scuola, secondo le stime della Cgil, per garantire almeno € 150 netti di aumento , sarebbero necessarie almeno 3 Mld.

Da notizie apparse sulla stampa nazionale, il Governo parrebbe intenzionato a stanziare con la prossima legge di bilancio altri 600 mln. da aggiungere ai 300 del 2016, portando cosi la cifra complessiva destinata ai contratti pubblici  a 900 mln. Si arriverebbe così a un aumento medio mensile lordo di 21-22 euro !! Un aumento più vicino alle  previsioni della Confindustria  che aveva parlato di 1,22 Mld con aumenti medi tra 16-40 euro.

Cifre comunque di gran lunga molto distanti dalle richieste sindacali.

Dopo la sentenza della Consulta del giugno 2015 che dichiarava illegittimo il blocco dei contratti del pubblico impiego, bisognava attendere un anno ed esattamente fino a luglio del 2016, nell’incontro a Palazzo Vidoni con le OO.SS., per vedere le prime aperture del Governo sui rinnovi.

Niente di concreto, solo promesse. Poi con la Nota di assestamento di bilancio, il gelo e la conferma dei timori del  mondo della scuola. Per il 2016 nessuna novità, la cifra rimaneva la stessa e nessun accenno ad ulteriori reperimenti di risorse.

Adesso, la novità di portare a 900 mln. lo stanziamento per il rinnovo, senza escludere incrementi che andrebbero a gravare sul 2018, ultimo anno del triennio contrattuale.

Apertura anche sul versante delle nuove regole. I sindacati chiedono la piena contrattualizzazione decentrata, superando gli attuali vincoli del dlgs. 150/09. Atto d’indirizzo, risorse adeguate e nuove regole, saranno questi l’oggetto degli incontri nelle prossime settimane tra sindacati e governo. E sullo sfondo, il referendum sulle modifiche costituzionali del 4 dicembre.

Un legame quello tra legge di stabilità e referendum che sicuramente non lascerà indifferenti 3mln e 247mila dipendenti pubblici al momento del voto.

Un altro tavolo quello del rinnovo dei contratti nel pubblico impiego dove Governo e Presidente del Consiglio con uno sguardo al referendum, si giocano un’altra partita decisiva.

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