Insegnanti senza stipendio e tredicesima da un euro: altro schiaffo in arrivo dal governo?

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Oggiscuola  27.11.2016

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– I soldi non ci sono, arriva la tredicesima da un euro. Questa l’amara sorpresa che molti insegnanti ebbero lo scorso anno leggendo la busta paga. Il Ministero dell’Istruzione infatti nel dicembre 2015 non pagò la tredicesima che spettava agli insegnanti supplenti.  Altro brutto regalo in arrivo anche quest’anno per i docenti ?

Il problema nato lo scorso anno è da ricercare nell’empasse della Buona Scuola, al tempo lontana dall’approvazione, che costrinse il MIUR all’inizio del 2015 a chiedere al ministero delle Finanze un plafond per le supplenze di 110 milioni. Mesi dopo, ne arrivarono poco più di venti. Quindi, per superare il vecchio problema dei pagamenti fatti direttamente dalle scuole (che nel passato spesso non avevano fondi sufficienti), il Mef centralizzo’ le operazioni di calcolo dei giorni lavorati e l’elaborazione del cedolino. Il risultato fu catastrofico. Molti insegnanti restarono a secco, altri ancora dovettero rivolgersi alla Caritas per chiedere aiuto.

Quest’anno la situazione pare non essere molto diversa dal dicembre 2015.  Molti precari denunciano di non percepire lo stipendio da settembre. Nonostante il decreto legge di qualche mese, ed il recente decreto ministeriale applicativo, ci sono ancora supplenti che non ricevono lo stipendio con regolarità. Questa primavera, nel tentativo di mettere fine una volta per tutte ai ritardi nella liquidazione degli stupendi ai precari, il Governo aveva adottato un provvedimento di legge che – si diceva – avrebbe “inchiodato” dirigenti e uffici alle loro responsabilità. In tal modo gli stipendi sarebbero stati erogati con puntualità svizzera. In realtà le cose stanno andando un po’ diversamente.

Il fatto è che i ritardi nei pagamenti sono dovuti solo in parte alla inefficienza degli uffici periferici; il problema è legato soprattutto al fatto che, soprattutto a fine anno, sul capitolo di spesa destinato ai pagamenti delle supplenze brevi e temporanee non sono più disponibili i fondi necessari.  Da tempo, infatti, il Governo risolve il problema con soluzioni tampone: con un decreto per aumentare la dotazione del capitolo oppure con il rinvio dei pagamenti all’anno successivo in modo da utilizzare le risorse disponibili sull’esercizio finanziario nuovo. Il timore dunque è che anche quest’anno accada la stessa cosa.  Ed è ovvio che se non ci sono soldi non c’è decreto che tenga.

Ma cosa prevede la legge per i dipendenti pubblici assunti con contratto a tempo determinato e a tempo indeterminato che hanno diritto alla tredicesima mensilità? Il pagamento dello stipendio, degli altri assegni fissi continuativi e della tredicesima, viene effettuato nelle seguenti date:

  • Insegnanti delle scuole materne ed elementari: lo stipendio viene accreditato il giorno 22 del mese a cui si riferisce. Quindi il mese di gennaio viene pagato il 22 gennaio. La tredicesima mensilità viene accreditata il giorno 14 dicembre, insieme allo stipendio di dicembre (quindi in anticipo rispetto agli altri mesi).
  • Insegnanti supplenti temporanei: lo stipendio viene accreditato il giorno 27 del mese a cui si riferisce. Quindi il mese di gennaio viene pagato il 27 gennaio. La tredicesima mensilità viene accreditata il giorno 16 dicembre, insieme allo stipendio di dicembre (quindi in anticipo rispetto agli altri mesi).

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