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dal blog del maestro Scialpi, 30.11.2016

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– Pare che avremo il nuovo contratto economico valido per il triennio 2016-18.

Udite, udite l’aumento medio sarà di 85 €!

Se sospendiamo il ragionamento la somma si presenta accattivante, interessante.

Ma riprendendo il filo di una riflessione a caldo, rimango basito. Esterrefatto!

Innanzitutto, regaliamo sei mesi di incremento contrattuale all’Amministrazione. La sentenza della Massima Corte, risalente al 24 giugno 2015,  ha formalizzato ” con decorrenza dalla pubblicazione della sentenza, l’illegittimità costituzionale sopravvenuta del regime del blocco della contrattazione collettiva per il lavoro pubblico”, Quindi ipotizzo che la sentenza inizi ad essere valida da luglio 2015. Ecco i sei mesi di vacanza contrattuale. 

Andiamo avanti. Gli 85 € sono lordi! In tasca arriveranno 60 €, con la sorpresa, però, che saranno diluiti in tre anni ( 2016-2018 ). La “spalmatura” viene incontro alle esigenze delle finanze pubbliche. Infatti si parla di 20 € di aumento annuo. Il triplo di quelli previsti dalla legge di Stabilità 2016, in linea con la spesa prevista per il 2017, che poi sarà confermata anche per il 2018. Questi sono i dati. Il resto è chiacchiera! Meglio fumo che nasconde la cruda realtà di un aumento contrattuale non dignitoso, irrispettoso del nostro ruolo.

Non comprendo la fretta dei sindacati a firmare un contratto che sicuramente provocherà un ulteriore frattura tra i lavoratori e i loro rappresentanti. Mi auguro che si fermino un minuto prima di firmare!

Per noi della scuola i problemi non finiranno con il contratto economico. Questi ci sembreranno delle inezie, in relazione a quelli che porrà il contratto giuridico o qualcosa del genere.

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