Scuole che usano social per comunicare con i docenti: arriva il diritto alla disconnessione, ma i criteri vanno in contrattazione d’istituto

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di Katjuscia Pitino, Orizzonte Scuola, 14.2.2018

– Previsto all’interno dell’art.22 del nuovo CCNL, tra le materie delle relazioni sindacali, come oggetto di contrattazione integrativa a livello di istituzione scolastica, il «diritto alla disconnessione» sembra essere stato generato a salvaguardia della vita personale e familiare del personale scolastico, in spregio ai continui messaggi inviati dalle istituzioni scolastiche, tramite mail, pec, whatsapp o altri social network, anche in orario non coincidente con quello di servizio.

E’ invalso infatti l’uso, in certe scuole, di inviare notifiche ai dipendenti anche durante le giornate di riposo, ad esempio durante il giorno libero. L’estrema facilità con cui è stata realizzata la comunicazione delle informazioni attraverso l’utilizzo degli strumenti tecnologici non ha fatto altro che alimentare il dispositivo inesistente della reperibilità del personale scolastico, in qualsiasi momento della giornata In barba al recupero psico-fisico del dipendente.

Certamente i criteri per l’esercizio del «diritto alla disconnessione» dovranno essere stabiliti in sede di contrattazione integrativa di istituto, lasciando quindi la decisione sulle modalità di utilizzo delle strumentazioni tecnologiche di lavoro, agli accordi definiti tra la parte datoriale e la rappresentanza sindacale unitaria.

Il nuovo diritto alla disconnessione potrebbe risultare anche un deterrente per frenare l’amministrazione scolastica dall’invio forsennato di mail, solo a carattere pubblicitario su corsi di formazione, progetti o iniziative inutili e che nulla hanno a che vedere con i messaggi istituzionali propriamente detti. Anzi il fenomeno sembra aver prodotto un vero e proprio business pubblicitario di corsi di formazioni filtrati attraverso i canali delle P.A. Il più delle volte tutto questo anche in palese violazione della protezione dei dati personali e dell’Informativa di cui all’art.13 del Codice in materia di protezione dei dati personali, D.Lgs. n.196 del 2003.

Vedremo cosa verrà fuori dai prossimi confronti negoziali.

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