A quel paese Renzi e le assunzioni

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Silvana La Porta ,  La Tecnica della scuola  Sabato, 01 Agosto 2015.  

E’ facile parlare di assunzioni. 100mila poi sono un numero roboante, di quello che suona bene. Ma dietro le immissioni in ruolo ci sono tante e tanto diverse storie umane. Ne abbiamo raccolta qualcuna sui social network.

A leggere, infatti, i tanti commenti alle imminenti fasi B e C del piano “straordinario” si scoprono situazioni allucinanti. Una docente siciliana scrive: “Mi chiamo Alessandra Fiumara, abito a Messina e sono precaria nella scuola primaria da 26 anni. Dopo tantissimi sacrifici oggi mi si chiede di fare una domanda dove devo elencare tutte le province d’Italia. Io ho 52 anni, ho un figlio disabile al 100%,autistico, per il quale ho lottato e continuo a farlo tutti i giorni, a gennaio mio marito ha avuto un infarto, adesso mi viene chiesto, anzi mi viene imposto di fare le valige e abbandonare tutto e tutti. Ho una figlia di 23 anni: dovrà finire di costruirsi il suo futuro per prendere il mio posto ? Ho chiesto di poter inserire la 104 nella domanda e mi è stato negato: che scotto devo ancora pagare per poter solamente avere il diritto di lavorare vicino casa? Non ho mai preteso la scuola accanto, ma basterebbe rimanere in provincia, oggi il mio paese mi ha tolto il diritto di essere lavoratrice, moglie e soprattutto madre. Tutto questo è inaccettabile.”
Quanti saranno, vien da chiedersi, i casi dei tanti docenti che non potranno partecipare al piano straordinario di assunzioni per via delle malattie dei genitori e dei figli che richiedono assistenza continuativa nella propria provincia?
E ancora un altro collega, commentando la situazione generale: “Fino ad esaurimento, fino alla cancellazione. Gae non persone, ma merci, trattati da ventenni senza famiglia e senza affetti dopo anni e anni di precariato, con uno stipendio da fame, qualcuno spenderà tutto lo stipendio per l’affitto e mangerà alla Caritas se vuole sostenere una famiglia. Qualche altro rinuncia definitivamente alla scuola, moltissimi saranno licenziati ed espulsi. Tutti contro tutti, gae e gm, seconde e terze fasce, graduatorie e incarichi max tre anni e poi a casa, tfa, pas, abilitazioni valide e non valide, sostegno e nuovo concorso. Come siamo giunti a questo punto? Sappiamo di chi sono le colpe più grandi. Il PD, ma anche i sindacati che si sono venduti a Monti e Napolitano e non riescono adesso a darsi un ruolo. Un’opposizione al Governo non credibile e inutile. L’Europa, la crisi. Ma in nessuna parte d’Europa e del mondo civile e perfino incivile, i docenti sono trattati così. Bastava un piano straordinario di pensionamenti per la classe docente più anziana d’Europa e l’assunzione di tutti i precari con dignità in un paio d’anni. Bastava chiedere e lottare per un nuovo contratto sulla parte normativa ed economica. Brutto periodo in Italia, mi sa che non se ne esce subito.”
Poi c’è chi lo dice chiaro. Non si muove, non si sposta: “Non presento la domanda; non voglio, non posso: ho cinque cani randagi in custodia in campagna e non so a chi lasciarli, tre gatti di cui una cieca che vive su un albero (le ho costruito la casetta), ho un mutuo e 42 anni, con 15 anni di precariato. Infine, sono un essere umano col cuore un po’ a pezzi e, pertanto, vaf…Renzi e la sua assunzione”.
L’Italia toglie il diritto di essere lavoratrice, moglie e soprattutto madre a tante docenti. E a cinquant’anni non si ha più la voglia e l’energia di rimettersi in gioco a mille chilometri da casa. Tanti non presenteranno la domanda. Grazie, Renzi. Precari a vita, tanto ormai era destino…

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