Alcune note sui crediti formativi fondamentali per accedere alle nuove lauree magistrali abilitanti per l’insegnamento di lettere, latino e greco nella scuola secondaria di I e secondo grado

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Roars, 30.10.2016

– Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera della Presidente e della vice-Presidente della Società Italiana di Filologia Romanza – sezione scuola.

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Il D.P.R. del 14 febbraio 2016 n. 19 sancisce la riorganizzazione delle classi di concorso utili ai fini dell’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado e stabilisce quali siano i crediti formativi universitari (CFU) fondamentali per conseguire la laurea magistrale abilitante (in vigore, in teoria, dal 2018/2019). Per le classi di concorso A 22 (italiano, storia e geografia nella scuola secondaria di I grado); A 23 (insegnamento della lingua italiana a studenti alloglotti); A 11 (materie letterarie e latino nei licei); A 12 (discipline letterarie nella scuola secondaria di II grado); A 13 (discipline letterarie, greco e latino); A 24 (lingue e culture straniere nella scuola secondaria: francese e spagnolo) la tabella prevede una serie di crediti fondamentali in alcuni settori disciplinari, a discapito di altri, che e risulterebbero, in realtà, essenziali nella formazione dei futuri insegnanti di lingua e letteratura sia italiana sia straniera.  All’interno di questo quadro, sicuramente un apporto formativo consistente può essere offerto dalla Filologia romanza.

Perché la Filologia romanza

In virtù dell’esperienza maturata in questi anni come Società Italiana di Filologia Romanza, sezione scuola (ente formatore accreditato presso il MIUR), siamo giunti alla conclusione che la presenza di crediti (CFU) di Filologia e linguistica romanze, a seconda delle finalità formative delle diverse Classi, è fondamentale per la preparazione di insegnanti alle prese quotidianamente con classi multiculturali e plurilingue, all’interno delle quali sono richieste competenze pluridisciplinari in grado di mettere in contatto e trovare punti di scambio tra molteplici universi linguistici e culturali. Per statuto epistemologico la Filologia e la linguistica romanze hanno una vocazione comparatistica, imprescindibile nell’odierna didattica delle lingue romanze e delle letterature. Accanto ad una solida preparazione nei settori dell’italianistica, è, infatti, necessario prevedere l’inserimento di discipline che stimolino l’apertura dello sguardo verso le lingue e le letterature straniere – antiche, medievali e moderne – partendo da un approccio interlinguistico e comparativo che solo una formazione romanistica può offrire. A questo proposito, si può senza remore affermare che la Filologia romanza consente di acquisire proprio quelle competenze di analisi e di interpretazione dei testi fondate sul rigore filologico, sullo studio della tradizione e della ricezione, nell’ottica di una formazione complessa e articolata, imperniata sulla consapevolezza dell’ineludibile necessità di sviluppare un sapere critico, capace di individuare e di comprendere i nessi e gli snodi problematici nella loro profondità storica e nelle loro implicazioni inter e transculturali.

La necessità di una formazione del corpo docente in senso interdisciplinare e comparativo è, inoltre, ribadito con fermezza proprio dalle Indicazioni nazionali per il primo ciclo (2012); dalle Linee guida per i professionali e per i tecnici (2010) e dalle Indicazioni nazionali per i Licei (2010).

Ovviamente per conseguire l’obiettivo di una formazione ricca e poliedrica, sarebbe opportuno contemplare CFU vincolanti anche in settori disciplinari complementari o affini, quali Letterature comparate; filologia germanica, ecc. mai menzionate nella colonna delle note della tabella A, in cui si definisce il numero dei crediti fondamentali per accedere a determinate classi di concorso.

Una nuova classe di concorso: A23, lingua italiana a discenti stranieri (alloglotti)

Tra le novità contenute nella tabella A spicca l’istituzione di una nuova classe di concorso A23: lingua italiana per discenti di lingua straniera (alloglotti). A parte alcune considerazioni critiche sulla necessità di istituire una classe di concorso specifica, senza prevedere, invece, una specializzazione obbligatoria per gli insegnanti di lettere di ogni ordine e grado già inseriti in realtà plurilinguistiche e alloglotte, rileviamo anche in questo caso il mancato inserimento di Filologia e linguistica romanze tra gli insegnamenti fondamentali.

A tal fine, risulta utile, invece, sottolineare l’apporto strategico in termini formativi che la Filologia e la linguistica romanze detengono per le delicate mansioni implicite nell’insegnamento dell’italiano agli stranieri. Per la classe di concorso A23 si prevede infatti, una docenza che fornisca competenze teorico-metodologiche in ambito glottodidattico e linguistico-culturale, e che risponda al crescente interesse per la cultura e la lingua italiane nel mondo. Si guarda di certo, con favore al forte desiderio delle numerose comunità italiane all’estero di conservare e promuovere le proprie radici linguistiche e culturali. Ma per raggiungere questi obiettivi è necessario prevedere a monte, nella formazione universitaria della Laurea Triennale e della Laurea Magistrale, una congrua quota di CFU che risponda a questa duplice necessità di ordine linguistico e di ordine culturale. Di fatto, la Filologia romanza, declinata nel suo versante linguistico ed in quello storico-culturale è una disciplina che riesce a racchiudere in sé questa duplicità di obiettivi formativi e che si rivela fondante per consolidare la preparazione a quel processo di internazionalizzazione che vede le proprie origini nel Medioevo europeo.

 

Sonia Maura Barillari
Presidente SIFR-Scuola

Martina Di Febo
Vice-presidente SIFR-Scuola

GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

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