Alfano: va bene allargare il potere dei presidi, ma chi li controlla?

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Alessandro Giuliani,   La Tecnica della scuola   Domenica, 14 Giugno 2015.   

Per il ministro dell’Interno, i capi d’Istituto non hanno ancora maturato una forma di leadership e di legittimazione tra gli insegnanti. Ora, però, come fanno meno di 200 ispettori a controllare 8mila dirigenti scolastici?

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Va bene allargare il potere dei dirigenti scolastici, ma occorre introdurre anche una forma di controllo per verificare il loro operato. A sostenerlo è Angelino Alfano, ministro dell’Interno e leader del Nuovo Centro Destra, nel corso de ‘L’Intervista di Maria Latella’ su SkyTg 24 pubblicata il 14 giugno.

“Sosteniamo la riforma della scuola, ma – ha spiegato Alfano – possiamo usare queste settimane in più per ripensare alcuni aspetti. Noi, ad esempio, siamo a favore del potere accentuato concesso ai presidi, ma c’è il problema di chi controlla i presidi: non hanno maturato una forma di leadership e di legittimazione tra gli insegnanti”.

Per Alfano, a lungo a fianco di Silvio Berlusconi ed oggi alleato di Matteo Renzi a Palazzo Chigi, occorre esplicitare questa modifica nel disegno di legge ora all’esame di Palazzo Madama. “Occorrerà dunque approfondire per trovare una soluzione”.

Tradotto, significa approvare quegli emendamenti che contengono una soluzione in questa direzione. Il problema, però, rimane sempre lo stesso: ammesso che a verificare l’operato dei capi d’Istituto debbano essere gli ispettori ministeriali, ne basteranno meno di 200, compresi i nuovi incaricati, a fronte di 8mila presidi? Il dubbio è lecito.

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