All’edilizia scolastica 530 milioni

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– La legge di bilancio riserverà ulteriori risorse a favore dell’edilizia scolastica. Dopo i 100 milioni dell’Inail (si veda il «Sole 24 Ore» di ieri) il governo si prepara a stanziare risorse per sostenere l’attivazione dei 530 milioni di nuovi prestiti che la Bei, Banca europea degli investimenti, si è detta disposta a concedere all’Italia per la sicurezza nelle scuole.

Un protocollo d’intesa in questo senso è stato sottoscritto ieri a Roma dal premier Matteo Renzi, dal vicepresidente della Bei, Dario Scannapieco, e dall’amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti, Fabio Gallia. Il premier ha voluto celebrare l’iniziativa nella giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole (dedicata alla memoria a Vito Scafidi, vittima del crollo di un controsoffitto in un liceo di Rivoli, esattamente otto anni fa) scegliendo la scuola Pablo Neruda, appena completata nella periferia di Selva Candida, a Roma.

La scuola romana è stata completata grazie a una delle iniziative a favore delle scuole, la misura “sbloccascuole”, cioè la possibilità, per l’ente locale, di investire risorse proprie in deroga al patto di stabilità. Renzi, rivolgendosi ai sindaci, ha ripetuto il suo mantra ricorrente in tema di scuole: «Tutto quello che sarà investito nell’edilizia scolastica sarà fuori dal patto di stabilità». Il premier ha poi nuovamente sollecitato i sindaci a «progettare». Tema sul quale ha insistito molto lo stesso vicepresidente Bei: «Abbiamo bisogno di buoni progetti, di una capacità progettuale di qualità da parte delle amministrazioni, soprattutto quelle locali, delle quali occorre rinforzare le competenze tecniche – ha detto – . Ripeto: le risorse finanziarie le abbiamo. Abbiamo bisogno di progetti e di programmi di qualità». Il vicepresidente Bei ha poi elogiato l’anagrafe dell’edilizia scolastica messa in piedi dal ministero dell’Istruzione: «Una eccellenza italiana all’avanguardia in Europa», ha detto.

Al protocollo d’intesa siglato ieri seguirà, nei prossimi giorni, la firma di un protocollo tecnico che dettaglierà il programma. Programma che rappresenta il proseguimento (potenziato) del piano “mutui Bei” che ha già attivato 905 milioni di euro di prestiti. Il governo aveva già previsto risorse per attivare ulteriori 240 milioni di mutui Bei, ma ora, grazie alla disponibilità della Banca a concedere fino a 530 milioni, deve cercare la copertura per altri 290 milioni. Finora il piano ha funzionato: «Il 90 % dei fondi disponibili è stato assegnato – ha riferito sempre il vicepresidente Bei – ed è previsto che entro l’ottobre del prossimo anno la dotazione sarà completamente allocata». La Bei concede i soldi alle amministrazioni locali a fronte di una rata annuale pagata dallo Stato per 30 anni. Scannapieco ha anche annunciato che l’ultimo Cda ha approvato il finanziamento (con lo stesso meccanismo) di un mutuo di 800 milioni per finanziare gli interventi di prevenzione contro il dissesto idrogeologico.

Nel caso delle scuole, un ruolo fondamentale lo svolge anche Cassa depositi e prestiti, che è il “front office” nel rapporto con le amministrazioni territoriali e locali. Attività che Cdp affianca alla sua mission storica, di banca di riferimento per le amministrazioni locali (si veda scheda a fianco). «Negli ultimi otto anni – ha riassunto l’ad Gallia – abbiamo erogato almeno 2,5 miliardi di finanziamenti all’edilizia scolastica». Sul meccanismo c’è la vigilanza e il monitoraggio del ministero dell’Istruzione. Altre misure sono invece seguite dall’unità di missione di Palazzo Chigi guidata da Laura Galimberti.

Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha ricordato che complessivamente per le scuole sono stati stanziati 7,2 miliardi di euro, con interventi in circa 20mila istituti, «la metà delle scuole del Paese». Il fondo unico del Miur da destinare all’edilizia scolastica è di 1,7 miliardi in 8 anni (dal 2017), ancora da assegnare.

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