Allo studente mal valutato basta l’interesse morale per proporre ricorso

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di Tiziana Krasna,  Il Sole 24 Ore  4.5.2015

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Con la sentenza 22 aprile 2015, n. 187, la prima sezione del Tar Friuli Venezia Giulia, nel ribadire che è idoneo a fondare l’interesse e la legittimazione a ricorrere, non solo l’interesse materiale concreto e attuale, ma anche l’interesse puramente morale (cfr., Consiglio di Stato, sez. V, sentenza n. 1626/2015), ha puntualizzato che tale è sicuramente l’interesse di uno studente a vedersi correttamente valutato al termine del proprio corso di studi.

Il principio di diritto
Nella nostra società, ha chiosato infatti il Tribunale amministrativo friuliano, l’esame di maturità segna indiscutibilmente il passaggio all’età adulta; è un crocevia dell’esistenza, il cui ricordo resiste, a differenza di molti altri, all’usura del tempo. Il voto dell’esame di Stato è una prima fondamentale misura del proprio valore che se anche non pregiudica irreparabilmente le prospettive di futura carriera, comunque legittima l’aspirazione dello studente a vedersi valutato coerentemente con i risultati raggiunti nel quinquennio di studi.
La decisione ha aggiunto che “nel caso di specie il ricorrente non è solo un brillante liceale” che ha ottenuto un voto di maturità al di sotto di quanto poteva ragionevolmente attendersi, ma un amministrato che ha visto leso da un atto dell’amministrazione scolastica il proprio interesse, incontrovertibilmente concreto e materiale, a poter beneficiare di un migliore regime di tassazione universitaria e di un più elevato punteggio di accesso ai corsi di studio accademici.

Il caso
Nella specie, lo studente aveva impugnato il provvedimento scolastico avente a oggetto l’esito finale dell’esame di Stato di maturità scientifica sostenuto dal ricorrente a seguito del quale era stato dichiarato maturo con votazione 94/100. Detto punteggio, inferiore alle aspettative dello studente, che giungeva all’esame di Stato con un curriculum scolastico impeccabile, trova causa nella votazione della prova di italiano, valutata 11/15.

Argomenti, spunti e considerazioni
La conclusione del Tribunale amministrativo regionale del Friuli Venezia Giulia persuade. Tanto sul piano tecnico, quanto su quello di politica del diritto. Dal primo punto di vista, perché in simili situazioni in ballo v’è ben di più che il senso di autocompiacimento. Come acutamente evidenziano i giudici friulani, uno studente che ha ottenuto un voto di maturità al di sotto di quanto poteva ragionevolmente attendersi subisce una lesione del proprio interesse, incontrovertibilmente concreto e materiale, a poter beneficiare di migliore un regime di tassazione universitaria e di un più elevato punteggio di accesso ai corsi di studio accademici. Dal secondo punto di vista, perché un sistema che almeno a parole dice di volersi sempre più orientare verso la cultura del merito, anche attraverso una decisione giudiziaria può affermare questo principio, a fortiori se lo fa con riguardo all’ambito scolastico.

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