Alternanza scuola-lavoro/2. I fattori di successo

tuttoscuola_logo14TuttoscuolaNews, n. 790 del  7.11.2016 

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– Ci sono alcune condizioni che vanno rispettate affinché i percorsi di alternanza scuola-lavoro si trasformino in quelle situazioni “win-win”, dove tutte le parti coinvolte ne traggono un beneficio.

Le scuole non possono essere lasciate sole nel gestire la generalizzazione dei percorsi. Le aziende hanno bisogno di un supporto per interfacciarsi in maniera strutturata con il mondo della scuola. Gli studenti non possono essere “spediti” nelle strutture ospitanti come pacchi postali, senza un adeguato accompagnamento.

Per mettere a frutto al meglio l’esperienza, i ragazzi devono arrivare preparati all’ingresso nella realtà lavorativa, acquisire le conoscenze teoriche di alcune competenze (soft skills) che poi potranno sviluppare efficacemente in quel contesto, in modo da poter capitalizzare l’esperienza. Mandarli in un’azienda, in uno studio professionale, in un museo senza alcuna preparazione aumenta di molto il rischio che l’esperienza vada pressoché sprecata. Come in tutte le cose, vanno create le condizioni per il successo.

Se ne è discusso il 5 novembre a Milano nel convegno “ALTERNANZA SCUOLA–LAVORO. La legge, gli strumenti e le best practice delle scuole paritarie in Lombardia”, organizzato dalla Fidae Lombardia.

Valentina Aprea, assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia, ha spiegato che nei prossimi cinque anni l’evoluzione del lavoro sarà legata a fattori tecnologici (Industria 4.0), demografici e socio-economici che porteranno alla perdita di 7 milioni di posti di lavoro in ambito Manifatturiero, Amministrazione e Produzione, mentre si creeranno 2 milioni di nuovi posti di lavoro nei campi del Management, ICT, Operations, con un saldo negativo a livello globale di -5 milioni di posti di lavoro. “In ragione della continua evoluzione delle competenze, le skills del futuro non si possono apprendere soltanto in aula, occorre imparare lavorando”, ha detto Aprea. Per questo motivo “mandiamo i ragazzi a scuola di futuro nei centri scientifici più avanzati della Lombardia”, specializzandoli nelle discipline cosiddette STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics). “I concorrenti globali – ha affermato l’assessore lom bardo – si sono già attrezzati: in India e in Cina i giovani a 20 anni già progettano il futuro. Noi dobbiamo ‘scongelare’ i nostri ragazzitra i 20 e i 30 anni. Non si può più aspettare la laurea e il master per fare esperienze e misurarsi con il mondo: quando terminano di studiare, i posti loro offerti sono il più delle volte poco gratificanti e poco remunerati”.Riflessioni che hanno trovato il consenso di Carlo Barberis, presidente di Expotraining, la fiera della formazione, del lavoro e della sicurezza, che ha sottolineato come i docenti referenti ASL e i docenti tutor non devono essere messi nella condizione di fare una sorta di telemarketing alla ricerca di aziende ed enti disponibili ad accogliere gli studenti. E’ necessario un contesto strutturato che consenta alle scuole e alle strutture ospitanti di incontrarsi e di interfacciarsi in maniera efficiente e tracciabile.

Il convegno è stato moderato dal direttore di Tuttoscuola, Giovanni Vinciguerra, che ha preannunciato l’imminente lancio di un portale interamente dedicato al mondo dell’alternanza scuola-lavoro, con numerosi servizi a favore di scuole e strutture ospitanti rivolti proprio a risolvere i punti sollevati.

 

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