Anagrafe scolastica flop, nuovo rinvio: mancano i dati di sei regioni

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Oggi avrebbe dovuto vedere la luce il database sullo stato degli edifici.
Il ministro: «Presentazione rinviata a data da destinarsi»

di Antonella De Gregorio,  Il Corriere della Sera 22.4.2015

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22 aprile: il D-day dell’edilizia scolastica. Lo aveva annunciato il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, anticipando la pubblicazione, regione per regione, dei dati relativi agli edifici scolastici italiani. Che sono in condizioni «drammatiche», aveva detto Faraone in occasione dell’ultimo crollo, a Ostuni. Ma alcune regioni non hanno risposto all’appello, tra l’altro non le più virtuose: Lazio, Campania, Sicilia, Sardegna, Basilicata e Molise. La fotografia delle strutture che ospitano gli studenti, dunque slitta «a data da destinarsi». Di poco, assicura il ministro Giannini, intervenendo a Rtl Radio. Ma intanto, i numeri attesi per fare chiarezza e valutare urgenza e portata degli interventi non ci sono ancora. E l’appuntamento confermato a più riprese da ministro e sottosegretario si trasforma nell’ennesimo rinvio di un governo tacciato di «annuncite».

L’Anagrafe
L’Anagrafe scolastica è un atto dovuto, un capitolo atteso per la sicurezza di otto milioni di persone che ogni giorno entrano nelle classi italiane. Istituita da una legge del ‘96, dovrebbe tradursi in una descrizione dettagliata delle condizioni delle nostre scuole: vulnerabilità sismica, agibilità, stato delle strutture. Ma al momento non ci sono che commenti che descrivono l’evidenza: Come stanno gli edifici scolastici? «Stanno così così», ha detto il ministro, sottolineando l’importanza degli «ottomila interventi cantierati e ultimati in questo anno di lavoro». Lavoro, ha ammesso, «che deve andare avanti». Ma intanto i fondi stanziati non arrivano a destinazione. Mentre quelli annunciati (i tre miliardi sbandierati dal presidente del Consiglio a inizio mandato) si spezzettano e si asciugano strada facendo.

40 milioni per i controsoffitti
Giannini ha anche ricordato, in radio, i 40 milioni inseriti in Ddl «per valutare se in tutte le scuole italiane controsoffitti sono solidi o meno». Un problema che ha causato tragedie come a Rivoli e che ha provocato traumi e ferite ai piccoli di Ostuni. Si tratta di «controsoffitti malfatti o fatti con materiali usurati nel tempo. È una priorità», ha affermato Giannini. «Appena il ddl verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale avremo la possibilità di avviare immediatamente questo processo di valutazione».

Gli interventi
Il ministro ha quindi parlato in generale di «interventi necessari, e speriamo non siano invasivi. Sono 20 anni che nessuno si occupa di scuole italiane, questo Governo lo fa con soldi veri e questo va riconosciuto». Ma sono processi «che hanno bisogno di una variabile che non dipende da noi, ovvero il tempo per sviluppare gli interventi necessari».

Genitori preoccupati
Preoccupate, «sconcertate, le associazioni dei genitori, dall’Age al Moige: «È inaccettabile che un tema centrale come la sicurezza dei nostri figli, suffragato da tante dichiarazioni poi smentite dai fatti, sia stato affrontato con l’accantonamento di uno strumento come l’anagrafe, che dovrebbe essere la stella polare per articolare un serio piano di edilizia scolastica concreto ed efficiente. Sulla sicurezza il ministero non può essere inadempiente», commenta il Movimento, che ha anche attivato un numero verde (800.93.70.70) e una mail (scuoleinsicure@moige.it) per raccogliere segnalazioni delle situazion più precarie.

«Indignazione»
Indignati i rappresentanti di Cittadinanzattiva, che da anni denuncia la situazione di pesante degrado degli edifici scolastici, con lesioni strutturali per il 70%, e nessun intervento in un caso su tre: «Ancora una volta assistiamo a un dietrofront sull’Anagrafe. Ci sentiamo indignati e delusi, ma non resteremo inermi di fronte a questo ennesimo rinvio», afferma Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola dell’associazione. «Daremo corso – aggiunge – a nuove iniziative: un’interrogazione parlamentare; l’individuazione di altre iniziative legali nei confronti del Ministero dell’Istruzione, già inadempiente rispetto alla sentenza del Tar del Lazio e del Consiglio di Stato dei mesi scorsi; una mobilitazione di protesta».

I soldi alle private
Mentre i parlamentari del M5S in commissione Cultura parlano di «vuoto pneumatico» dietro agli annunci e alla propaganda. «Nel frattempo, però – osservano – il ministro Giannini trova tempo e risorse per firmare il decreto che assegna 471,9 milioni alle scuole paritarie. La scuola pubblica statale ha bisogno di un diverso ministro: questo sostiene e tutela altri interessi».

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