Ancora 20mila docenti da nominare, gli studenti: lentezza grave e offensiva

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Alessandro Giuliani,  La Tecnica della scuola  25.10.2016

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– Anche gli studenti si dicono preoccupati per i ritardi di assegnazione delle cattedre che stanno caratterizzando quest’anno scolastico.

Secondo una stima dell’Unione degli Studenti, sarebbero “20.000 cattedre ancora da assegnare, e forse non tutte verranno coperte”.

Per l’associazione, “a quasi due mesi dall’inizio della scuola”, si tratta di una situazione che deriverebbe da una “inadeguatezza della gestione del trasferimento e delle assunzioni dei docenti: classi vuote, centrifuga di docenti che devono coprire le ore di “buco” e totale assenza dei docenti di sostegno”.

Secondo Francesca Picci, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Studenti, oramai “si sta minacciando la continuità didattica: dobbiamo necessariamente denunciare come ancora siano da completare gli organici mentre le ore buco stanno diventando un fenomeno quotidiano”.

“A ciò si aggiunge la totale assenza dei docenti di sostegno, lentezza grave e offensiva nei confronti di chi, tra i banchi, ha bisogno più degli altri di un docente che lo accompagni nel percorso formativo. Questo è un attacco al diritto allo studio degli studenti disabili”, conclude Picci.

Per l’Unione degli Studenti c’è poco da stare tranquilli: “Potremmo sminuire la gravità della situazione riprendendo le dichiarazioni del Ministro rispetto a questa situazione schizofrenica, dicendo cioé che sarebbe uno scandalo “se fossimo a Natale”, ma ci è piuttosto difficile: vogliamo una scuola di qualità, e questa, anche per la pessima organizzazione (e non solo), non lo è”.

“La nostra scuola è lenta, accetta che si calpestino i diritti di noi studenti, propone una didattica da ‘900 ed è pure finanziata pochissimo: la stessa Legge di Stabilità è del tutto insufficiente a dare risposte concrete ai luoghi della formazione. Il Governo ha investito solo un quarto di quanto annunciato per la Buona Scuola, ossia 300 milioni, a monte dei tanto sbandierati 3 miliardi. Intanto a Brindisi, pochi giorni fa una una scuola è stata sgomberata dall’Asl lasciando gli studenti a studiare all’aperto per il degrado della struttura”, conclude l’associazione studentesca.

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