L’ultimatum di Renzi sulle assunzioni. Duello con minoranza dem e opposizioni. Il punto

Tecnica_logo15Andrea Carlino,  La Tecnica della scuola  Martedì, 16 Giugno 2015.   

‘Fuochi d’artificio’ nella discussione sul disegno di legge di riforma della scuola.

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Prima la notizia della sconvocazione della commissione Istruzione del Senato che doveva riunirsi stasera alle 20,30 (seduta rinviata a domattina alle 8,30), poi l’annuncio del premier Matteo Renzi durante la trasmissione “Porta a Porta”. Sulla scuola, ha detto il premier, si terrà una conferenza nazionale ai primi di luglio “con sindacati, studenti, famiglie, quelli che vogliono essere assunti. Presentiamo la nostra proposta, e poi però si chiude“. La conferenza durerà “un giorno”, e poi il giorno dopo “si chiude”. Ma per la messa a regime delle nuove immissioni in ruolo si dovrà aspettare il 2016 se restano in piedi i tanti emendamenti presentati. Non ci sono i tempi. “Quest’anno – ha spiegato – con tremila emendamenti mi pare difficile che si assumano“. Poi, però, come filtra da ambienti parlamentari, prende corpo l’idea di un ultimatum alla minoranza dem e all’opposizione: accordo in tempi rapidissimi – tre giorni – che sblocchi la riforma al Senato, mettendo sul piatto il rinvio al 2016 della prevista assunzione a settembre dei 100 mila precari che ora rischiano di non essere in cattedra il prossimo anno scolastico. Rischio che potrebbe diventare realtà se non diminuiranno i 3000 emendamenti agli atti a palazzo Madama.

Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, plaude all’intervento del premier: “Il richiamo di Renzi di questa sera “al realismo e alla responsabilità” sul ddl è “condiviso”, ha aggiunto il ministro, e “la sua voce è più ascoltata e autorevole sugli obblighi che abbiamo davanti a noi per mantenere i nostri impegni, cosa che faremo sicuramente”.

I numeri risicati sia in Commissione Istruzione sia in Aula hanno indotto il premier a rompere gli indugi e a rilanciare l’azione. Se questa proposta viene accettata la riforma va avanti, assunzioni comprese, altrimenti slitta tutto. Inversione di rotta gradita da parte della minoranza del partito. “Renzi accetta l’idea di riaprire il confronto con il mondo della scuola. E’ una scelta giusta. La riforma va fatta con insegnanti e studenti” twitta l’ex capogruppo Pd alla Camera Roberto Speranza. Mentre il presidente della commissione Istruzione del Senato, il renziano Andrea Marcucciaggiunge che “se il ddl ha raccolto tante ostilità molte ingiustificate, è una buona idea quella di rifare il punto con una conferenza nazionale aperta a tutti, e non ristretta a qualche vertice di Palazzo. A luglio il testo dell’esecutivo sarà nelle condizioni di ripartire, magari con qualche consenso in più e qualche emendamento in meno“.

Non sono dello stesso avviso le opposizioni: da M5S a FI, passando per Sel. “Abbiamo chiesto decine di volte lo stralcio della parte relativa alla stabilizzazione dei docenti precari, dicendo che avremmo votato anche noi subito un decreto per la loro assunzione – attacca Nicola Fratoiannicoordinatore nazionale di Sel -. Renzi non provi neanche a buttare la responsabilità dell’incapacità del governo sulle opposizioni e sul Parlamento”.

Dura presa di posizione anche dei parlamentari pentastellati: “Un comportamento miserevole, degno non di un Presidente del Consiglio, ma di un giocatore d’azzardo senza scrupoli che scommette sulla pelle dei più deboli e che di precari, studenti, insegnanti, della scuola tutta se ne infischia altamente”.

Forza Italia, tramite la responsabile Scuola e Università, Elena Centemero, punta sulle divisioni all’interno del PD: “La verità è che le divisioni nel Pd hanno creato ritardi e frizioni, scaricando sull’iter parlamentare del ddl e sui suoi contenuti le questioni interne ad un partito. La responsabilità non è certo del Parlamento ma del Pd. Basta con uno scaricabarile che nulla ha a che fare con ciò che serve alla nostra scuola e ai nostri ragazzi.

Anche i sindacati non vanno giù per il sottile. Per Domenico Pantaleo(Flc Cgil): “DdL pessimo, si faccia un decreto per le 100mila assunzioni, si preveda un piano pluriennale di immissioni in ruolo, mentre Carmelo Barbagallo (Uil) auspica un dialogo approfondito: “Quando arriva il tempo di una discussione seria con chi di scuola davvero se ne intende?”.

Siamo solo all’inizio del match e l’impressione è che non mancheranno i colpi di scena.

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