ANTEPRIMA – Curriculum e autocandidatura, 2 fasi distinte della chiamata diretta

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Lucio Ficara,  La Tecnica della scuola  8.7.2016

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– Si parla già di accordo sulla chiamata diretta dei docenti titolari di ambito che dovranno transitare nelle scuole, ma molte cose ancora non sono ancora affatto chiare. Come funzionerà il meccanismo per consentire l’incarico triennale di un docente titolare di ambito in una scuola?

Intanto si devono distinguere due fasi importanti che porteranno un docente ad essere incaricato per un triennio in una data scuola.

La prima fase è quella della presentazione di un curriculum del docente nelle istanze online del Miur. Poi c’è una seconda fase, che accadrà dopo essere stati assegnati come titolari di un ambito. Si tratta della autocandidatura nelle scuole dell’ambito territoriale in cui si desidera insegnare. Il curriculum lo si scrive, senza nessun obbligo, ma con tutta la convenienza e l’opportunità attraverso un modulo già esistente da anni.

La domanda che ci poniamo è: “Il sistema in funzione da tempo è adeguato  allo allo scopo della chiamata dei docenti da parte dei dirigenti scolastici? Non ci pare pare proprio! Infatti, ad esempio, negli attuali 8 campi previsti si possano dichiarare specifiche esperienze professionali, come avere lavorato per x anni nell’educazione degli adulti oppure nella scuole che hanno attuato dei progetti relativi alle aree a rischio. Quindi, prima bisognerà decidere quali sono i titoli o le voci che interessano.

Su questo aspetto, bisogna sapere che non c’è ancora accordo, ma solo alcune ipotesi. Una volta che sarà raggiunto l’accordo sulle voci suddette, il sistema sarà aggiornato all’occorrenza. Dopo  avere generato il modulo dell’inserimento dei titoli richiesti ai docenti, questi saranno invitati ad integrare e/o aggiornare quanto già era stato inserito precedentemente, tenendo conto delle nuove voci che saranno inserite.

Non è assolutamente certo, come riportato da alcuni mezzi d’informazione, che tutto possa essere avviato entro la data del 18 luglio 2016, ma probabilmente, visto lo stato dell’arte, è pensabile che si vada oltre la data del 18 luglio. L’inserimento del Curriculum, in particolar modo delle voci richieste, è irrilevante rispetto al sapere in quale ambito territoriale si sarà titolari e cosa indicheranno, come titoli richiesti, le scuole di quell’ambito.

Il curricolo lo si aggiorna, se si vuole, indipendentemente da tutto. Lo si potrà fare anche dopo i trasferimenti, fino ad una certa data. Quindi, successivamente all’inserimento del curricolo,  il docente titolare di ambito, “presenterà la propria autocandidatura”, come dice la legge 107/2015, nelle scuole che gli interessano del suo ambito,indipendentemente se ha o meno i requisiti indicati dal Ds . È bene specificare che i requisiti non sono a discrezione del DS, ma in stretta relazione al PTOF. Sarà la scuola a dover fare (se vuole) un avviso pubblico “prima di conoscere l’esito dei trasferimenti”! Un docente potrebbe avere la proposta di assegnazione in una scuola anche con nessuno dei requisiti richiesti; ovviamente se non ci sono altri che invece ne possiedono e che lo precederanno. Oppure anche se i posti eccedono le richieste di chi ne è in possesso.

Sarà quindi la scuola a verificare, accedendo al curricolo di chi ha fatto domanda nella scuola, il possesso dei requisiti  per i docenti, compilando e pubblicando di conseguenza un elenco ordinato dei docenti. In buona sostanza chi ha più requisiti viene prima nell’elenco e, a parità, vale il punteggio della mobilità. Nell’elenco ci sarà anche chi non ha alcun requisito (ovviamente in coda) che sarà trattato solo con il punteggio della mobilità. Non ci saranno i colloqui tra dirigenti scolastici e possibili aspiranti all’incarico.

Il Ds non potrà fare proposte a chi vuole, ma solo a chi ha fatto domanda per la sua scuola e obbligatoriamente seguendo l’elenco. Uno che segue potrà avere l’assegnazione solo se chi precede ha accettato un’altra scuola.

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