Assunzioni 2015 sul sostegno: notevolmente inferiori al fabbisogno

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dal Coordinamento TFA sostegno, Orizzonte Scuola  11.5.2015.

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Il Presidente del Consiglio Renzi afferma che il governo non può assumere tutti i precari, lasciando intendere che i precari siano troppo numerosi rispetto alle reali esigenze della scuola. Con ciò contribuisce ad alimentare un’idea di precariato come qualcosa di eccedente e di superfluo.

Questa rappresentazione pone in conflitto le diverse categorie presenti nel mondo della scuola, mettendole in competizione per quel pugno di posti concessi per il ruolo. In realtà il precariato, negli ultimi decenni, ha rappresentato il cuore stesso del sistema scolastico italiano, il meccanismo che ne ha permesso il funzionamento: senza i precari le classi non avrebbero i docenti necessari per avviare l’anno scolastico.

Se dunque nella scuola italiana vi è qualcosa di eccedente non è di certo il precariato, ma il fabbisogno di docenti, che supera significativamente i numeri del piano di assunzioni previsto dalla “buona” scuola. Questo risulta particolarmente evidente nel caso delle attività di sostegno agli alunni con disabilità.

Secondo i dati del censimento MIUR diffusi su Orizzontescuola nell’anno scolastico 2014-2015 sono stati stipulati su incarichi di sostegno

  • 4.570 contratti annuali e
  • 36.787 contratti fino al termine delle lezioni.

Ciò significa che senza i precari 41.357 cattedre sarebbero rimaste vuote e gli studenti con disabilità non avrebbero avuto il supporto scolastico garantito dalla legge 104/92.

Le immissioni in ruolo sul sostegno previste dalla “buona” scuola ammontano a circa 16.500(8.905 già autorizzate dalla terza tranche del piano Carrozza a cui si somma la stabilizzazione di ulteriori 7.623 posti prospettata nella relazione tecnica del governo).

Possono sembrare cifre considerevoli. Eppure non coprono neanche la metà del fabbisogno effettivo, quando il governo si fa lustro del fatto che la riforma permetterà di estirpare la “suppentite” dalla scuola pubblica italiana.

Inoltre una breve ricognizione delle graduatorie a livello nazionale permette di verificare che in numerose province le liste di sostegno sono esaurite per uno o più gradi di scuola e che anche le liste rimaste sono piuttosto esigue, contando un numero complessivo di iscritti spesso inferiore alle immissioni previste dal solo piano Carrozza.

Allora perché, in presenza di un fabbisogno così elevato vengono esclusi dal piano di assunzione i docenti abilitati con TFA e specializzati per il sostegno? Piuttosto che assumere docenti abilitati con TFA, meglio rischiare di non completare le assunzioni previste?

L’esclusione degli abilitati TFA appare ancor più grave per il fatto che i loro stessi compagni di corso iscritti nelle GAE rientreranno invece a pieno titolo nel piano di assunzione. Questa discriminazione appare del tutto infondata in quanto i docenti abilitati con TFA e i docenti presenti in GAE che hanno frequentato il corso di sostegno hanno superato la medesima selezione concorsuale, ricevuto la medesima formazione e sostenuto i medesimi esami.

L’apertura delle assunzioni a tutti i docenti in possesso del titolo richiesto assicurerebbe a un maggior numero di studenti disabili il diritto sancito dalla legge 104/92 ad avere docenti specializzati e si collocherebbe al di là delle distinzioni formali tra GAE, PAS e TFA, ponendo al centro delle scelte di assunzione non i nomi sterili di categorie ma il diritto degli studenti alla continuità e qualità didattica, in base a decisioni fondate sul fabbisogno. Invece, per l’ostinazione del governo Renzi, gli studenti disabili rischiano di rimanere privi di insegnanti adeguatamente formati non solo per il ridotto numero dei docenti specializzati ma anche perché alcuni di essi vengono “sputati fuori” dal sistema senza un riconoscimento della loro professionalità. Come dire che in carenza di risorse ci si permette di buttare vie quelle che si hanno. Infatti il limite di iscrizione a 20 scuole, che vige per i docenti inclusi nelle graduatorie di istituto, potrebbe portare all’esito paradossale per cui un docente con specializzazione non riceve alcuna supplenza di sostegno, mentre in una scuola vicina un alunno viene seguito da un insegnante non specializzato.

A ciò si aggiunge il limite di 36 mesi, contenuto nel DDL del governo, oltre i quali non si potranno più effettuare supplenze. Tale imposizione risulta particolarmente gravosa per via del 10% di idonei al prossimo concorso di cui già si parla. N

on esistendo una procedura specifica per il sostegno, al concorso 2012 gli insegnanti con specializzazione hanno dovuto superare la selezione per la propria disciplina per poi essere inseriti nelle liste dei vincitori specializzati. Con questo meccanismo i docenti appartenenti a discipline con pochi posti disponibili si ritroverebbero senza una possibilità concreta di reclutamento, estromessi dal sistema dopo un conveniente uso ma in tempo perché non possano esercitare alcuna rivendicazione.

Forse quando il Presidente del Consiglio Renzi afferma di non poter assumere tutti i precari vuole dire che il governo non intende impiegare le risorse economiche necessarie per riconoscere la dignità di lavoratori di cui la scuola ha bisogno. Continuerà ad impiegarli nella modalità “usa e getta”, per tappare buchi annuali, da settembre a giugno, senza riconoscimento della retribuzione estiva, degli scatti di anzianità e senza fornire prospettive stabili. Con ciò, tuttavia, il governo dimostra di non voler impiegare le risorse necessarie alla promozione e tutela della cultura, dato che la lesione reiterata dalla dignità dei docenti non può che accompagnarsi a una fragile qualità della didattica.

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