Autismo, sì definitivo alla prima legge nazionale

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di Alessandro Giuliani  La Tecnica della scuola  Mercoledì, 05 Agosto 2015.  

La prima legge nazionale sull’autismo è legge dello Stato italiano: il 5 agosto, la commissione Igiene e Sanità del Senato, in terza lettura e in sede deliberante, ha dato il via libera al ddl.

Il testo approvato prevede l’inserimento nei livelli essenziali di assistenza dei trattamenti per l’autismo, l’aggiornamento delle linee guida per prevenzione, diagnosi e cura, oltre alla ricerca nel campo. Delle norme principali della legge ci eravamo occupati in un precedente articolo, pubblicato a ridosso dell’approvazione della legge a Montecitorio. In questa occasione, ci soffermiamo sulle prime reazioni al provvedimento,

“Il Parlamento – sostengono i senatori di Ap Antonio De Poli, Laura Bianconi e Piero Aiello – taglia un traguardo storico”. “È una vittoria targata Area Popolare – sottolineano – un primo passo importante che intende rispondere ai bisogni delle famiglie dei soggetti con autismo”.

“Per la prima volta una legge nazionale su #autismo. Contento per questo primo passo. Andiamo avanti”, scrive su Twitter Davide Faraone, sottosegretario all’Istruzione e presidente della Fondazione italiana per l’autismo onlus.

Paola Binetti, relatrice della proposta di legge nella XII Commissione della Camera, la legge ”rappresenta una bella sfida per fare un vero e proprio salto di qualità sul piano della inclusione sociale per tutti i soggetti che rientrano nello spettro autistico”. Perché, continua Binetti, “Si tratta di una legge che allunga il suo sguardo dal bambino autistico all’autistico adulto, in cui c’è una forte attenzione alla diagnosi precoce e ai trattamenti abilitativi a cui il bambino va sottoposto non appena scatta il dubbio diagnostico e, inoltre, la legge include una nuova attenzione alla vita nelle fasi successive; è previsto infatti un inserimento a scuola propedeutico a quello che sarà successivamente un inserimento professionale, dove si richiedono nuove e diverse modalità di formazione”.

”Tra i Lea – afferma il deputato di Area Popolare – le nuove Linee Guida che l’Istituto Superiore di Sanità dovrà pubblicare quanto prima, i bisogni dei soggetti autistici trovano nella legge una declinazione a 360 gradi. La sfida per il futuro è creare le occasioni più opportune che consentano ai bambini autistici di crescere fino a diventare adulti il più possibile autonomi”.

Questa legge, conclude, ”va oltre il naturale e classico coinvolgimento dei neuropsichiatri infantili e dei pediatri, ma parla agli psichiatri, agli insegnanti, ai professionisti, agli imprenditori e a tutta la società che deve disporsi ad una inclusione effettiva delle persone che rientrano nello spettro autistico non solo quando sono dei bambini, ma anche quando diventano grandi e hanno voglia di essere presi in considerazione proprio come persone capaci di contribuire al bene della società”.

Di tutt’altro avviso è il M5S: per le senatrici ‘grilline’ Manuela Serra e Paola Taverna “la legge appena approvata dalla commissione Sanità del Senato non è risolutiva per le famiglie con bambini autistici. La maggioranza, dopo essersi riempita la bocca di belle parole e false promesse, alla fine ha deciso di fare una legge a costo zero, senza stanziare fondi nemmeno per la ricerca”. Per il M5S, quindi, è stato approvato un provvedimento “pieno di buoni propositi, ma insufficiente nei contenuti e nei risultati”.

“Per questo in commissione – aggiungono – abbiamo scelto di astenerci. Si è persa un’occasione preziosa per aiutare davvero le 368mila famiglie coinvolte dal problema dell’autismo”. “Nel testo – continuano le senatrici – è confluita anche una nostra proposta di legge sull’autismo, che è stata però completamente snaturata. Per noi senza un Fondo per la cura dei soggetti affetti da autismo non si va da nessuna parte”.

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