Bullismo: per 1 su 3 il bullo è una ragazza

skuolanet_logo1

Skuola.net, 13.4.2015

bullismo_ragazze1

Il 33% dei ragazzi intervistati da Skuola.net confessa di essere stato vittima di atti di bullismo, online e offline. Di questi, 1 su 3 dice che il bullo è una ragazza. E’ quanto emerge da una ricerca di Skuola.net per Una Vita da Social

Il bullismo continua a fare le sue vittime tra i ragazzi: ben 1 su 3 ha infatti subito atti di violenza fisica o psicologica. E’ quanto emerge da una ricerca di Skuola.net su 15.268 ragazzi per la campagna educativa itinerante “Una vita da social” della Polizia Postale e delle Comunicazioni. E’ nei primi anni del liceo, i più difficili, che è più facile cadere vittima dei bulli: nella tra i 14 ed i 17 anni i “bullizzati” sono addirittura quasi 2 su 5. Se fino a ieri erano soprattutto i maschi a commettere atti di bullismo, oggi cresce il fenomeno tra le ragazze: 1 vittima su 3 dice di essere stato preso di mira da femmine.

FEMMINE CONTRO FEMMINE – Cosa succede quindi nelle scuole, tra le aule, i bagni e i corridoi? Dalla ricerca emerge che i bulli agiscono soprattutto in gruppo (nel 72% dei casi) e tendono a preferire vittime dello stesso sesso. Vale a dire che, tra le vittime intervistate, i maschi sono stati aggrediti in prevalenza da maschi e le ragazze da altre ragazze, in perfetto stile “High School” che, purtroppo, non è più solo roba da telefilm americani.

BULLISMO E CYBERBULLISMO – Il cyberbullismo – cioè il bullismo da web e social – è in crescita, come si vede anche dai più recenti fatti di cronaca. Secondo la ricerca, sono per lo più le femmine e i ragazzi tra gli 11 ed i 13 anni ad essere particolarmente esposti a questo tipo di bullismo. Tuttavia, generalmente gli insulti e le violenze verso i “bullizzati” avvengono soprattutto offline: l’87% delle vittime è stato infatti preso di mira esclusivamente o prevalentemente nella vita reale.

IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI – Una cosa è certa: di bullismo non si parla. Una vittima su 3 non ne parla con nessuno. Il motivo è soprattutto la vergogna (30%), anche se in molti non ne parlano perché vogliono soprattutto vendicarsi (24%): la violenza genera insomma altra violenza, e sono soprattutto i maschi ad ammettere di volersi rifare nei confronti del bullo. Sono in particolare i ragazzi tra i 14 ed i 17 anni, quelli più esposti a bullismo, a rimanere nel silenzio. Tra i ragazzi più piccoli, tra gli 11 ed i 13 anni, c’è più propensione a confidarsi con gli adulti (genitori, professori, ecc). In media il 42% delle vittime si confida con i genitori. Neanche chi ha assistito ad atti di bullismo ama parlarne. Uno su 4 è rimasto in silenzio. Il motivo, confessa il 44% , di questa “omertà” è molto semplice: “mi hanno insegnato a farmi i fatti miei”.

PROF E GENITORI, DOVE SIETE? – “I dati in nostro possesso” – dichiara Antonio Apruzzese, Direttore del servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni – “e la nostra esperienza nelle scuole a diretto contatto con gli studenti, confermano ancora di più quanto il fenomeno sia diffuso tra i minori. Diventa sempre più preoccupante” – continua Apruzzese – “il bullismo al femminile che vede coinvolte sempre più minori in gravi episodi di violenza ai danni di coetanee. L’unica arma veramente efficace” – conclude Apruzzese – “è un’incisiva campagna di sensibilizzazione e prevenzione per i ragazzi e di formazione informazione per insegnanti e genitori che, spesso sottovalutano il problema”.

GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

webmaster: Fabio Barina



Sito realizzato da Venetian Navigator 2 srl