‘Buona Scuola’ al via/1. Rien ne va plus, adesso gli emendamenti

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TuttoscuolaNews,  n. 688 del 20.4.2015.

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Dopo la breve e intensa fase delle audizioni nelle Commissioni cultura e istruzione di Camera e Senato (a questo link quella di Tuttoscuola), dopo i primi interventi in Commissione a Montecitorio dove è stata respinta la richiesta di spacchettamento del ddl per approvare separatamente la stabilizzazione del personale ma si è convenuto di ridurre drasticamente le materie delegate, comincia ora il primo momento decisivo della complessa procedura che dovrà portare al varo della legge.

Lunedì 20 aprile alle ore 12 (un timing da ‘Mezzogiorno di fuoco’…) scade in anticipo – era stato fissato precedentemente per le ore 22 – il termine per la presentazione degli emendamenti al Ddl di attuazione del piano governativo ‘La Buona Scuola’. E inizia quello che per il provvedimento fortemente voluto dal premier Renzi potrebbe essere un percorso di guerra.

Forse è per questo che è stato annunciato un incontro tra lo stesso premier e i parlamentari del Pd (alcuni dei quali apertamente critici sul Ddl) per il pomeriggio dello stesso giorno 20, alla vigilia dell’inizio del dibattito in Commissione sul testo e sugli emendamenti. Emendamenti che saranno numerosi, e che saranno proposti non solo e non sempre dalle opposizioni con intenti più o meno ostruzionistici.

I cinque sindacati ‘rappresentativi’ (Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda) hanno proclamato unitariamente uno sciopero per il 5 maggio criticando duramente alcuni aspetti importanti del disegno di legge, come le nuove funzioni assegnate ai dirigenti scolastici e la ‘chiamata’ dei docenti dall’organico funzionale (si veda in proposito il comunicato unitario pubblicato in occasione della manifestazione delle RSU del 18 aprile al seguente link).

È probabile che in alcuni casi le opposizioni possano convergere (magari in negativo) su specifici punti, e che si sviluppi – come spesso accaduto in passato – una guerriglia di tipo procedurale sulla conduzione del dibattito.

Tutto ciò potrebbe indurre il Governo a tagliare corto e a porre la fiducia in aula sul disegno di legge? È auspicabile che ciò non avvenga, anche perché questo significherebbe che nel corso del dibattito si saranno cercate e trovate soluzioni nel complesso accettabili (o almeno non inaccettabili, salvo che per gli irriducibili antirenziani). Altrimenti resta l’alternativa dello ‘spacchettamento’ della riforma, richiesto con forza dai sindacati: subito il decreto legge per le assunzioni, e dopo tutto il resto, cioè la riforma. Un ‘dopo’ che correrebbe però il rischio di perdersi nei labirinti della dialettica politico-partitica, come tante volte accaduto in passato.

Cosa manca alla Buona Scuola per introdurre nella scuola italiana elementi di vera novità in forte discontinuità rispetto al passato? Almeno due cose. Leggetele qui: ‘Buona Scuola’ al via/2. Serve un colpo d’ala. Anzi due

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