Buona scuola, decreti nel 2017

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di Carlo Forte e Sandra Cardi,  ItaliaOggi  15.11.2016

– Si parte a gennaio con diritto allo studio, istruzione professionale, valutazione, 0-6

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Diritto allo studio, istruzione professionale, valutazione, unificazione tra scuola dell’infanzia e nidi del segmento di età 0-6 anni. Sono pronti i primi 4 decreti legislativi che daranno attuazione alle deleghe contenute nella legge 107/2015 per regolamentare queste materie. Il contenuto dei regolamenti è stato oggetto di un incontro che si è tenuto a viale Trastevere tra i sindacati Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda e i vertici del ministero dell’istruzione il 9 novembre scorso. Tasse scolastiche collegate all’Isee, borse di studio, ripristino dei laboratori nell’istruzione professionale, ritorno alle lettere al posto dei voti, eliminazione delle prove Invalsi dagli esami di stato, più fondi per nidi e scuole dell’infanzia. Queste le novità più importanti contenute nelle bozze dei decreti legislativi a cui stanno dando gli ultimi ritocchi i tecnici di viale Trastevere e che dovrebbero essere pubblicati rigorosamente il prossimo anno, intorno al 15 gennaio. A seguito del passaggio conclusivo a Palazzo Chigi, che è rinviato a dicembre, presumibilmente dopo la data del referendum. A buon punto anche le bozze degli altri decreti che daranno attuazione alle altre deleghe su: disabilità, reclutamento, testo unico, formazione iniziale, scuole italiane all’estero. Su queste materie i vertici del ministero dell’istruzione riferiranno alle organizzazioni sindacali in un prossimo incontro che si terrà il 16 novembre.

DIRITTO ALLO STUDIO. Nel decreto legislativo sul diritto allo studio saranno inserite disposizioni volte a garantire i livelli essenziali di prestazione in tutto il percorso di studi obbligatorio. E cioè fino al II anno delle superiori. L’importo delle tasse scolastiche sarà collegato all’Isee (indicatore della situazione economica equivalente). Il decreto prevede l’impiego di 193 milioni di euro per coprire i costi dell’esenzione dal pagamento dei libri di testo e altri 20 milioni di euro per borse di studio. Queste ultime saranno assegnate prioritariamente agli studenti meno abbienti degli ultimi anni delle superiori, per tentare di arginare il fenomeno dell’abbandono scolastico.

ISTRUZIONE PROFESSIONALE. L’esercizio della delega sull’istruzione professionale avverrà nel senso del ripristino, almeno in parte, delle attività di laboratorio cancellate dalla riforma Gelmini, che avrebbero determinato un forte calo di iscrizioni in questi istituti. Queste scuole, peraltro, sono caratterizzate da un forte tasso di abbandono scolastico, in particolare per quanto riguarda gli alunni che appartengono a fasce sociali connotate da forti situazioni di disagio anche e soprattutto economico. Dagli attuali 6 indirizzi si passerà ad 11 indirizzi di studio, nei quali saranno potenziate le attività di indirizzo e laboratoriali. Per fare ciò il governo ha stanziato per quest’anno 40 milioni di euro che, a regime, diventeranno 90. Tra le ipotesi allo studio dei tecnici di viale Trastevere c’è anche quella della reintroduzione delle qualifiche triennali.

VALUTAZIONE ED ESAMI. Per quanto riguarda il decreto legislativo sulla valutazione, è prevista la cancellazione dei voti numerici nelle primarie e secondarie di II grado reintroducendo le valutazioni tramite le lettere. Così come avveniva circa 30 anni fa. Sono previsti interventi per ridurre la possibilità di bocciare gli alunni, limitando l’insorgenza di situazioni di ripetenza ad una casistica tassativa e definita per legge. Per quanto riguarda gli esami di scuola media, a partire dal prossimo anno, il presidente della commissione non sarà più un dirigente di altra scuola, ma il dirigente della stessa scuola dove si svolgono gli esami. E la prova Invalsi non sarà più parte integrante dell’esame. I test Invalsi saranno somministrati lo stesso, ma nel mese di aprile. All’esito dell’esame di III media non sarà più consegnato un diploma, ma una mera attestazione delle competenze raggiunte. L’esame di maturità, previsto al termine delle scuole superiori, non sarà interessato da cambiamenti per l’anno scolastico in corso. Le modifiche saranno applicate a partire dal prossimo anno 2017/2018. Tra queste, l’eliminazione della terza prova e la modifica del punteggio con un peso di 40 punti per i crediti scolastici di ammissione e di 60 punti per le prove di esame. Sui crediti scolastici i voti del penultimo e dell’ultimo anno incideranno di più rispetto alle valutazione conseguite nel terzo anno. I test Invalsi non saranno compresi tra le prove d’esame, ma costituiranno prerequisito per essere ammessi agli esami. La composizione delle commissioni rimarrà inalterata: 50% commissari interni, 50% esterni e presidente esterno.

UNIFICAZIONE 0-6 ANNI. Per quanto riguarda la delega sul segmento 0-6 anni di età, il decreto dovrebbe mantenere la distinzione tra nidi e scuola dell’infanzia. L’obiettivo del governo è quello garantire l’accesso ai percorsi prescolari almeno al 33% della popolazione in età compresa in questa segmento. Per la copertura finanziaria, il governo intende utilizzare fondi che vengono attribuiti alle regioni con fungibilità di spesa, eliminando la possibilità di consentirne l’utilizzo con altre finalità e vincolandone l’impiego al finanziamento dei nidi e delle scuole dell’infanzia.

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