Buona Scuola, il referendum per cambiare la legge non si può fare

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di Antonella De Gregorio,  Il Corriere della Sera  15.11.2016 

– La Cassazione: non è stato raggiunto il numero di firme necessario per cancellare finanziamenti privati, chiamata diretta, alternanza scuola-lavoro e valutazione dei prof

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Non son bastate due milioni di firme. Niente prova referendaria, quindi: la legge 107, la «Buona Scuola», non verrà rimessa in discussione. Con un’ordinanza depositata martedì mattina, la Cassazione ha dichiarato ufficialmente che il referendum per abrogare alcune disposizioni della riforma non ha raggiunto le firme necessarie alla convocazione delle urne. Ognuno dei quattro quesiti referendari per dire no ai finanziamenti privati alle scuole, al potere discrezionale del dirigente scolastico di scegliere i docenti, all’alternanza scuola-lavoro, alla valutazione dei docenti avrebbe dovuto essere sottoscritto da 500mila elettori, ma nessuno è arrivato al quorum necessario. C’è andato più vicino quello sull’abrogazione delle norme sul potere del dirigente di scegliere i docenti da premiare economicamente e sul comitato di valutazione (le firme alla fine sono risultate 489.019); il meno «gettonato» è stato quello per chiedere l’abrogazione delle norme sull’obbligo di almeno 400-200 ore di alternanza scuola-lavoro (le firme ammontano in questo caso a 467.461). Il Comitato Referendario Scuola Pubblica aveva annunciato in luglio di aver raccolto più di 515mila firme a quesito. Firme, evidente, non tutte «buone».

La campagna
La protesta per cambiare la riforma è stata appoggiata da tutti i sindacati della scuola. In aprile era partita la campagna social «#scuorum»,per la raccolta delle firme. Oggi sulla pagina web referendumscuola.org campeggia la scritta «Due milioni di firme non sono bastate», appunto. E in un breve comunicato i promotori del referendum raccontano comunque di una «straordinaria esperienza di confronto». «L’avvio dell’anno scolastico in corso ha evidenziato le contraddizioni, ha messo a nudo tutti gli aspetti, negativi, confusi e anticostituzionali della cosiddetta “Buona scuola” – scrivono i promotori – : contenziosi legali infiniti, cattedre vuote, alunni disabili ancora senza sostegno, uffici nel caos, tutto per l’arrogante pretesa di poter fare a meno di ogni serio confronto con il mondo della scuola, con i lavoratori, con gli studenti e chi li rappresenta». La bocciatura non scoraggia associazioni e organizzazioni sindacali: «Il consenso alle nostre battaglie sostenuto dai quasi due milioni di firme, indica una direzione, ci invita ad andare avanti, non arretrare», scrivono. intenzionati a proseguire «nel contrasto alla legge 107 e alle sue nefaste conseguenze per la scuola della Costituzione».

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