Buona scuola, illegittima l’esclusione dei docenti di ruolo dai concorsi

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di Claudio Tucci, Il Sole 24 Ore, 6.12.2017

L’operazione smaltimento definitivo del “precariato” che il ministero dell’Istruzione è pronta a far partire nelle prossime settimane bandendo nuovi concorsi rischia di rilevarsi inefficace: la corte Costituzionale infatti ha appena dichiarato illegittime alcune disposizioni della Buona Scuola, e del decreto attuativo che ha ridisegnato il nuovo sistema di reclutamento e formazione iniziale dei docenti della secondaria, che escludono (ma a questo punto e’ bene dire, escludevano) gli insegnanti di ruolo, vale a dire quelli già assunti a tempo indeterminato nelle scuole statali, dalla partecipazione ai concorsi pubblici. La pronuncia della Consulta è subito operativa, e quindi si applicherà anche alle prossime procedure concorsuali di reclutamento dei docenti.

Ma che cosa significa in concreto? La legge 107 nel tentativo di arginare il precariato storico in cattedra ha prima previsto una serie di stabilizzazioni di insegnanti (circa 90mila), e poi ha delineato una “fase transitoria” con concorsi riservati e agevolati per completare l’operazione. Il primo di questi concorsi è pronto per partire. Poi nel 2018 dovrà partire un’altra selezione con le regole nuove, introdotte dalla legge 107.

Il significato pratico di questa sentenza è che a tutte queste selezioni potranno ora partecipare anche gli insegnenti di ruolo, che per esempio, vogliono cambiare grado di scuola, passando per esempio da medie a superiori (oggi questi passaggi si fanno essenzialmente con la mobilità).

Secondo la Consulta l’esclusione dai concorsi pubblici dei docenti di ruolo contrasta con il principio stesso delle procedure concorsuali, «le quali dovrebbero, viceversa, essere impostate su criteri meritocratici, volti a selezionare le migliori professionalita». Peraltro, prosegue la Consulta, l’obiettivo del tempestivo assorbimento del precariato è adeguatamente perseguito dal piano straordinario di assunzioni. Inoltre, l’accesso ai concorsi dei docenti di ruolo non arreccherebbe danni: in caso di vittoria della selezione, si lascerebbe libero il posto ricoperto, «che potrebbe quindi essere successivamente assegnata ad altri».

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