Buona Scuola, Renzi gela i precari: le assunzioni slittano di un anno

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«Troppi emendamenti», dice il premier Matteo Renzi a Porta a Porta, annunciando
una conferenza nazionale a luglio per «discutere con tutti». Delusione per 100 mila precari

di Valentina Santarpia  Il Corriere della Sera  16.6.2015.  

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«Quest’anno con tremila emendamenti in commissione non si riesce ad assumere i 100mila a settembre. Le scelte dell’opposizione hanno come conseguenza che il provvedimento non riuscirà ad entrare in vigore in tempo per settembre»: l’annuncio choc di Matteo Renzi a «Porta a porta» gela la speranza di 100 mila precari in attesa dell’assunzione a tempo indeterminato tra pochi mesi. Sulla scuola «ascolto il consiglio di Lula- dice il premier- farò una conferenza nazionale con tutti a inizio luglio. Ci saranno i sindacati, Tfa, tutti i precari. Li ascolteremo e discuteremo ancora con i parlamentari», annuncia il premier Matteo Renzi. Se sia una mossa strategica per accelerare i lavori al Senato, oppure una presa di coscienza, si vedrà nei prossimi giorni. Intanto è chiaro che la riforma della Scuola, che il 2 settembre dell’anno scorso fu presentata come il fiore all’occhiello del governo, sta diventando il suo campo di battaglia. Sel sentenzia: «Ricatto cinico». Ma Renzi precisa su Twitter: «La #buonascuola prevede centomila prof in più, organico funzionale e più soldi per scuola. Noi ci siamo. Spero anche gli altri #portaaporta».

Il percorso ad ostacoli
Che l’aria fosse tesa anche in Senato, dove la commissione faticava a varare il provvedimento da portare in Aula, era chiaro da giorni. Dopo che il governo era andato sotto sul parere di costituzionalità nella commissione Affari costituzionali,anche la commissione Istruzione era in panne: la seduta di questa sera, convocata per le 20.30, era stata «sconvocata» per la richiesta del gruppo di Area popolare. E lo stesso Renzi aveva ammesso: «Ho fatto arrabbiare tutti». I due punti più controversi del Ddl scuola, che è stato approvato in Senato ma che ha bisogno ancora del via libera dalla Camera, sono l’assunzione in blocco di 100 mila precari delle Graduatorie ad esaurimento e la nuova figura del preside-manager. Sul primo punto, sono diverse le categorie che si sono sentite escluse dalla platea dei neo assunti, dai precari di seconda fascia, o delle Graduatorie di istituto, che coprono più della metà delle 140 mila supplenze all’anno, fino ai cosidetti «tieffini», ovvero gli abilitati attraverso il Tirocinio formativo attivo. Sul secondo punto, sono stati i sindacati a protestare soprattutto contro l’ipotesi che sia un dirigente scolastico a decidere i destini dei professori, valutandoli e scegliendoli. Nonostante le limature al testo della riforma, la figura predominante del preside è rimasta poco accettata dal mondo degli insegnanti, timorosi di finire nel vortice di una valutazione spregiudicata e senza controlli: il dirigente è infatti, secondo la Buona scuola, egli stesso valutato, ma da ispettori esterni, meno di 200 in tutta Italia.

La chiave politica
Esulta la minoranza Pd che aveva premuto per uno slittamento del ddl e per un ripensamento della riforma. «E’ una scelta giusta. La riforma va fatta con insegnanti e studenti», commenta subito l’ex capogruppo Pd Roberto Speranza su Twitter. «Se il ddl ha raccolto tante ostilità, molte ingiustificate, è una buona idea quella di rifare il punto con una conferenza nazionale aperta a tutti, e non ristretta a qualche vertice di Palazzo», aggiunge il senatore democratico Andrea Marcucci. Ma Francesco Giro, senatore Forza Italia, obietta: «Le assunzioni nella scuola sono bloccate dalla sinistra che litiga e non conclude nulla. A Renzi ricordo che gli emendamenti alla Buona Scuola non sono tremila, che molti decadranno con la probabile approvazione dei tre emendamenti dei Relatori che riformulano completamente gli art. 1-2-3-8, che molti sono emendamenti del Pd, che molti sono emendamenti fotocopia, che molti sono puramente formali e alcuni, pochissimi, ostruzionistici». Secondo Loredana De Petris, presidente del gruppo misto Sel e Alessia Petraglia, senatrice di Sel e membro della commissione Istruzione, «il ricatto di Renzi è quanto di più cinico e inaccettabile si possa immaginare». Anche il Movimento Cinque Stelle parla di «piano ignobile»: «Usare lo specchietto delle assunzioni per prendere il voto dei docenti precari in vista delle elezioni e ricattare il Parlamento spingendolo ad approvare la riforma così come voleva lui». Severa la Lega: «Da buon democristiano rimanda tutto a luglio per far chiudere gli scrutini agli insegnanti e poi trattare la patata bollente quando saranno tutti al mare. Inqualificabile», dice il capogruppo al Senato Gian Marco Centinaio. Ma fonti vicine al premier parlano di una reale resa di fronte alle proteste: Renzi sarebbe davvero pronto a rinviare l’approvazione del ddl pur di ottenere il consenso del mondo della scuola.

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