Buona Scuola, tutte le novità della riforma

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Giornalettismo, 26.5.2015.  

Il provvedimento punto per punto, in attesa dell’ultimo passaggio alla Camera: dalle assunzioni al ruolo dei presidi, passando per il tetto ai contratti a termine, gli sconti fiscali, la card dei docenti per l’aggiornamento. E non solo

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Con “159″ sì e 112 “no” Matteo Renzi ha incassato il via libera del Senato sulla Buona Scuola. La minoranza Pd, seppur critica, ha votato a favore della fiducia, tranne Mineo, Tocci e Ruta che non hanno partecipato al voto. Ora non resta che l’ultimo passaggio, alla Camera, già calendarizzato per il 7 luglio a Montecitorio. Quasi una formalità, considerati i numeri ampi della maggioranza. Ma cosa cambierà con la riforma? Ecco i punti principali, dalle assunzioni alle supplenze, fino al ruolo dei presidi.

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BUONA SCUOLA, LE ASSUNZIONI –
Con la riforma della scuola c’è il via libera alle 100mila 701 assunzioni di precari, entro il 15 settembre. Il numero delle nuove immissioni potrà salire fino a 107mila. Spiega “Repubblica sulle stabilizzazioni:

«Solo i primi 52 mila nelle Gae (Graduatorie ad esaurimento) avranno diritto a scegliere cattedre vacanti e insegneranno subito. Gli altri 48mila — organico del potenziamento — saranno distribuiti nel corso del 2015-2016 alle regioni (per il 90% in base al numero degli studenti e per il 10% in base alla dispersione scolastica) e avranno lo stipendio quando saliranno in cattedra. Tra gli assunti subito ci saranno i 6.500 idonei (cifra da precisare) del concorso 2012. Il ministero prevede 7 docenti in più per ogni complesso scolastico italiano.

Rispetto alla versione di settembre 2014, il numero delle assunzioni è però diminuito. Erano 148mila e dovevano scattare per tutti entro il primo settembre.

BUONA SCUOLA, TETTO AI CONTRATTI A TERMINE –
Ci sarà un tetto per i contratti a termine, seguendo l’indicazione della Corte di giustizia europea. Da inizio settembre 2016 (spostato di un anno rispetto alla vecchia versione, ndr) c’è il limite dei 36 mesi di supplenze, non importa se continuative. Dall’anno successivo non potrà più fare ingresso nelle graduatorie di istituto (seconda e terza fascia) senza aver ottenuto l’abilitazione. In vista c’è poi il concorso, come spiega il quotidiano “La Repubblica“:

«Entro il primo dicembre 2015 il Miur bandirà un concorso per titoli ed esami valido per il 2016-2019 per l’assunzione a tempo indeterminato di 60.000 docenti. Per questo concorso si prevedono punteggi aggiuntivi per chi ha fatto tirocini a pagamento per abilitarsi (Tfa e Pas) e per chi ha fatto supplenze di almeno 36 mesi (si potrà pescare anche dalla seconda e dalla terza fascia)»

BUONA SCUOLA, IL RUOLO DEI PRESIDI –
C’è poi il nodo contestato del ruolo dei presidi. O meglio, dei “leader educativi”, come saranno ribattezzati. Come sottolinea il quotidiano diretto da Ezio Mauro, il loro mandato non avrà vincolo di tempo, mentre oggi un dirigente scolastico può guidare un istituto fino a nove anni. I loro compiti? Promuovere il piano dell’offerta formativa e, soprattutto, scegliere dagli ambiti territoriali (a partire dall’anno scolastico 2016/17) i docenti ritenuti per curriculum ed esperienze più adatti al loro progetto. Un punto contestato da chi considera che il potere affidato sia eccessivo e come si aprirà all’arbitrarietà nel mondo della scuola:

«Con la riforma a regime tutti gli insegnanti saranno scelti dal capo d’istituto, che potrà nominare fino al 10 per cento di docenti come collaboratori. Il preside assegnerà anche le supplenze fino a 10 giorni. I dirigenti scolastici saranno supervisionati ogni tre anni da ispettori esterni: risponderanno del successo o dell’abbandono degli studenti», si legge.

BUONA SCUOLA, TETTO AI CONTRATTI A TERMINE –
Saranno sette i membri che comporranno il comitato di valutazione. Ovvero, preside, tre docenti insediati dal Consiglio d’Istituto e per metà dal collegio docenti, un membro esterno (docente, preside o tecnico), un genitore e uno studente (due nelle scuole dell’infanzia):

«Il comitato resta in carica tre anni. Viene istituito un fondo da 200 milioni l’anno per premiare i docenti migliori e più impegnati: li sceglierà il preside, sentito il Consiglio d’istituto. I premi andranno in media al 5 per cento degli insegnanti e la loro distribuzione terrà conto dei territori più difficili. L’emanazione delle linee guida per valutare il premio dei docenti è prevista «entro il 2018», si legge sul quotidiano diretto da Ezio Mauro.

BUONA SCUOLA, NODO CLASSI-POLLAIO –
Dal 2016 il numero degli alunni nelle classi dovrà scendere da 28 (così come era stabilito dalla legge Gelmini) a 25.

BUONA SCUOLA, LA CARD DEI DOCENTI –
Ogni anno maestri e professori avranno una card con 500 euro di disponibilità per aggiornarsi: libri, strumenti digitali, corsi, mostre e teatri. La formazione diventa obbligatoria e costerà 40 milioni l’anno. La carta dello studente consentirà pagamenti elettronici.

BUONA SCUOLA, BONUS FISCALE E PARITARIE –
Grazie allo “school bonus” si potrà godere di un beneficio fiscale (al momento della dichiarazione dei redditi, ndr) facendo donazioni a favore delle scuole per la costruzione di nuovi edifici, la manutenzione, la promozione di progetti dedicati alla futura occupazione degli studenti (con credito di imposta del 50% o del 65%). Previsto anche un tetto per le erogazioni liberali, massimo 100mila euro. Dalle materne alle superiori, per i genitori di ragazzi che frequentano scuole paritarie scatta la detraibilità delle spese sostenute dalle famiglie (fino a 400 euro l’anno). Altro punto contestato.

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