Buona Scuola/4. La nuova (e rischiosa) scommessa dell’autonomia

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TuttoscuolaNews,  n. 701 del  13.7.2015.

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La nuova legge indica le finalità generali della riforma (tra le quali: “innalzare i livelli di istruzione e le competenze delle studentesse e degli studenti, rispettandone i tempi e gli stili di apprendimento; contrastare le diseguaglianze socio-culturali e territoriali; prevenire e recuperare l’abbandono e la dispersione scolastica; realizzare una scuola aperta, quale laboratorio permanente di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica, di partecipazione e di educazione alla cittadinanza attiva; garantire il diritto allo studio, le pari opportunità di successo formativo e di istruzione permanente dei cittadini”), ma questo non è sufficiente.

Il Governo deve implementare il rispetto di tali finalità da parte delle scuole con azioni di accompagnamento, formazione, ricerca-azione. Con la definizione di obiettivi – misurabili e strettamente monitorati – da calare a livello di singolo istituto scolastico/rete di scuole – chiamati a raggiungerlo in una logica di accountability (interventi correttivi per chi non raggiunge gli obiettivi, fino alla sostituzione del dirigente o la chiusura dell’istituto) – che siano collegati agli obiettivi strategici di sistema: se tutte o la maggior parte delle scuole avranno raggiunto gli obiettivi ad esse assegnate, saranno stati automaticamente conseguiti gli obiettivi di sistema (concetto approfondito nel dossier “Sei idee per rilanciare la scuola” http://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp. cgi?ID=31495 ).

Fatta la legge, il Governo deve avviare una “fase due” dell’iniziativa politica, cercando in Parlamento e nella società il consenso su misure che favoriscano davvero il conseguimento delle citate finalità, come la soppressione delle bocciature fino ai 16 anni (o comunque solo dopo aver attuato una serie di azioni di recupero), la personalizzazione dei curricoli, la riduzione della durata della scuola da 13 a 12 anni, la trasformazione dell’esame di maturità in un sistema di certificazione delle competenze. Tutte operazioni che possono essere decise solo a livello nazionale, e non possono certo essere rimesse all’autonomia delle scuole. Per fare una Buona Scuola servirebbe insomma un supplemento di Buona Politica Scolastica.

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