Camusso all’Huffington Post: no al blocco degli scrutini

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Tuttoscuola,  19.5.2015.

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Scrutini di fine anno: sciopero o blocco? I termini non sono sinonimi, quindi bisogna capire cosa si vuol fare, perché uno sciopero come hanno previsto i Cobas e i sindacati di base è contrattualmente legittimo (gli scrutini possono essere differiti per non più di cinque giorni), mentre il blocco violerebbe ogni regola con possibile conseguente precettazione, come ha dichiarato (forse un po’ intempestivamente) il Garante.

Ma parlare adesso di lotta sugli scrutini è come ammettere che la partita è già persa e si rinuncia ad ogni tentativo di mediazione.

Il sindacato usa lo sciopero per raggiungere un obiettivo vicino, non per dare testimonianza a posteriori.

Sembra su questa linea Susanna Camusso che all’Uffington Post si presenta piuttosto disponibile ad un compromesso con il governo: nell’intervista concessa all’Huffington è tutto un “discutere” per “trovare insieme le giuste soluzioni”, o “la strada” migliore è quella “del dialogo e dell’accordo” e “senza arrivare ad una rottura”.

Ma l’importante, sottolinea Camusso, è che il Governo recepisca le “modifiche sostanziali” che non chiede solo la Cgil ma anche “i professori, i genitori e gli stessi studenti”.

Altrimenti, è la minaccia, saranno valutate “tutte le opzioni possibili”.

Anche lo sciopero degli scrutini se necessario.

In ogni caso Camusso ci tiene a precisare che la Cgil rispetterà “gli accordi sottoscritti” e le norme “che prevedono lo sciopero e non il blocco”. Anche contro il volere del garante.

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