Carlo Verdone: “I professori sacerdoti del bello, sono eroi”

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di Anna Lupini,  la Repubblica, 15.9.2017 

–  La lunga riflessione del regista e attore sul mondo della scuola ad Alessandro Buttitta (anch’egli docente) nel libro in uscita “Consigli di classe”.

“La scuola aveva problemi prima e ha problemi ora. Il mondo è lentamente e inesorabilmente cambiato. In peggio, sia ben chiaro. Quello nel quale viviamo è un mondo che oggi esprime disagio, paura, incertezza. Un mondo dove nulla è sicuro in quanto dovrai impegnarti per esser pronto, dopo un paio di anni, a cercare un altro lavoro. Un mondo che ha voltato le spalle alla cultura, ai grandi valori etici per prostituirsi ad ideali materiali legati a gruppi bancari, finanziari. Chi studia economia avrà qualche possibilità in più di chi vorrà studiare lettere e filosofia”.

Sono alcune delle considerazioni di Carlo Verdone contenute nell’intervista esclusiva di Consigli di classe – 10 buone idee per la scuola (Laurana Editore), il libro scritto da Alessandro Buttitta, giovane professore (classe 1987) che mette nero su bianco le responsabilità di chi insegna, prendendo a esempio insegnanti e studenti arruolati tra le fila dell’immaginario scolastico di cinema, letteratura, fumetti e serie tv.

Dieci lezioni con più domande che risposte, dieci punti di vista per arricchire la riflessione sul tema proprio in occasione del ritorno sui banchi, per capire oggi più che mai per chi suona la campanella, e prendere lezione da Lisa Simpson con il suo ditino sempre alzato, dalla lunga barba bianca del preside Albus Silente della scuola di Harry Potter ma anche dal Walter White di Breaking Bad e dall’indimenticabile Professor Keating di L’attimo fuggente.

“La scuola soffre di questa instabilità nel perenne precariato degli insegnanti, nella confusione dei programmi e nella disillusione di molti studenti che potrebbero avere più opportunità ad aprire una pizzeria in Etiopia. – prosegue Verdone – Io sono e sarò sempre dalla parte degli insegnanti, di questi eroi che hanno creduto e credono, giustamente, che essere insegnante sia la professione più bella del mondo. Allenare i giovani per il loro futuro è meraviglioso ed importante. Ma è un corpo continuamente umiliato nella sua precarietà e nella retribuzione economica. Non meritano da decenni questo trattamento. Rischiamo di demotivarli ancora di più”.

E Verdone, che li ha ritratti nel suo Compagni di scuola, forse il suo film più bello e cattivo, osserva ancora: “Passando in rassegna i miei compagni di classe, rifletto sul fatto che sono emersi prepotentemente nella vita professionale quelli che studiavano meno e avevano una condotta discutibile. Gli altri, che secondo me sarebbero diventati grandi personalità per i voti alti, sono rimasti opache figure. Con questo voglio dire che alla preparazione della scuola deve essere abbinata la voglia, l’ambizione di riuscire nella vita. Spesso questa ambizione esplode in chi meno te l’aspetti, in chi ha personalità affamata di emergere”.

Sugli insegnanti, il regista conclude: “Ho avuto professori severi e terrorizzanti che non mi hanno aiutato nell’amare e capire quella materia scientifica. Ne ho avuto altri che, al contrario, mi hanno fatto amare alcune materie. Materie che poi ho approfondito privatamente. Quando un insegnante ti porta ad amare la materia che sta insegnando, lui sta compiendo una grande, immensa missione. Ti sta educando al bello, alla grande cultura, alla curiosità in un’arte. Molto degli insegnanti che ho avuto – ci metto anche mio padre Mario – sono stati autentici sacerdoti del bello. A loro devo dire ancora oggi grazie per avermi fatto nascere delle passioni nel campo umanistico”.

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