CARO RENZI, BASTA CON LA PROPAGANDA!! LA SCUOLA E’ UNA COSA SERIA!!

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dalla Gilda degli insegnanti di Venezia, 20.4.2015

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Renzi, dopo aver avuto notizia dell’indizione dello sciopero generale della scuola del 5 maggio ha dichiarato che: “Dopo anni in cui nessuno faceva niente preferisco rischiare di fare un errore” piuttosto che rimanere impantanato in una palude”. Vogliamo far notare al Presidente Renzi che:

  • E’ da almeno 20 anni che ogni governo mette mano alla scuola con varie proposte di riforma
  • La scuola è stata pesantemente colpita dai tagli con la riforma Gelmini (governo Berlusconi) che ha profondamente modificato gli assetti curricolari in particolare della scuola primaria e della secondaria di secondo grado
  • La scuola, rientrando forzatamente nei provvedimenti sul pubblico impiego, è stata oggetto di pesanti interventi con il D.lgs 161/01 e con il D.lgs 150/09 (decreto Brunetta)
  • In ogni legge di stabilità si è continuato a “razionalizzare” le spese per l’istruzione, compresa l’ultima che prevede tra le altre “novità” l’ulteriore taglio al personale ATA
  • L’attuale DEF, approvato recentemente dal Consiglio dei Ministri, prevede una progressiva ulteriore diminuzione delle risorse per la pubblica istruzione
  • E’ da 7 anni che non si riapre il contratto di lavoro e non ci sono aumenti stipendiali per il personale della scuola
  • La Gilda con gli altri sindacati rappresentativi è riuscita con difficoltà a far rientrare parzialmente il blocco degli scatti di anzianità imposto dal 2010 ai docenti e al personale ATA, ma tuttora non è stato riconosciuta la validità del 2013 ai fini della progressione di carriera

 Il Presidente Renzi forse non sa queste cose, non conosce la massa di “innovazioni” che si sono abbattute sul lavoro degli insegnanti (registri elettronici, Invalsi, bes, nuove indicazioni nazionali, ecc.ecc.) senza alcun riconoscimento professionale.

Pensiamo che, di fronte al DDL presentato in Parlamento, sia meglio per Renzi e per la credibilità del Governo fare poco e bene. Stabilizzare i precari della scuola innanzitutto e aprire un vero confronto (non virtuale e telematico) con le associazioni dei docenti e dei lavoratori della scuola e con le forze politiche per costruire effettivamente un progetto riformatore condiviso, chiaro e di lungo periodo.

Renzi, Giannini, Faraone e altri sembrano invece aver ascoltato solo la voce di alcune organizzazioni corporative dei dirigenti scolastici con  il risultato di aver prodotto un vero e proprio guazzabuglio normativo con parti evidentemente incostituzionali. Ad alcuni dirigenti interessa evidentemente non far funzionare bene la scuola di tutti, ma comandare nella “loro” scuola. Peccato che la “loro scuola” sia pagata dai soldi dei cittadini e dovrebbe essere istituzione della Repubblica finalizzata a garantire a tutti pari opportunità.

 Caro Renzi, Le ricordiamo sommessamente che la vera rivoluzione nella scuola è riuscire a far funzionare regolarmente l’anno scolastico senza inventarsi ogni tre mesi nuove circolari e ordinanze o promettendo riforme epocali, cosa che non accade da almeno 20 anni. Per questo serve un ministro che twitti di meno, parli meno a vanvera, rida di meno e abbia il coraggio, la pazienza e l’umiltà di capire il funzionamento di una macchina complessa come il MIUR.

Caro Renzi, non si possono fare errori nella scuola. Sono errori che pesano nel futuro di tutto il Paese.

Gilda degli Insegnanti della Provincia di Venezia

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