Cenerini (ADI): “Il Governo ascolti le associazioni professionali”

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    La Tecnica della scuola  Mercoledì, 06 Maggio 2015.

Secondo l’Associazione Docenti Italiani “il massiccio sciopero del 5 maggio non lascia sul terreno né vincitori né vinti, solo una scuola che non riesce a scorgere un orizzonte verso cui tendere”.

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Il Governo dovrebbe confrontarsi con l’associazionismo professionale che molto avrebbe da dire e da suggerire in materia di riforma della scuola: lo afferma Alessandra Cenerini, presidente della Associazione Docenti Italiani.
L’ADI si mostra critica un po’ su tutto, anche sul piano delle assunzioni: “Il Governo – afferma Cenerini – ha deciso una massiccia immissione in ruolo a prescindere dai posti vacanti e disponibili, senza nè visione,  nè priorità,  nè  strumenti operativi, pretendendo come contropartita una delega in bianco su tutto il resto”.
E sottolinea che “la promessa infondata del totale superamento della ‘supplentite’ e l’assegnazione strumentale ai dirigenti scolastici della gestione delle nuove assunzioni, da ‘insaccare’ nell’organico dell’autonomia, sono state il detonatore della protesta”.
“Il  risultato – aggiunge ancora – è una preoccupante frattura fra dirigenti e docenti, di cui le farneticanti contrapposizioni fra preside sceriffo e preside sindaco  sono  triste testimonianza”.
Ma l’ADI rileva anche un altro errore decisivo: “Non ha giovato la totale chiusura verso i sindacati, contro cui L’ADI ha fatto peraltro battaglie storiche, considerando la loro alleanza con la burocrazia il più potente strumento di conservazione. Ma ciò che andava fatto non poteva essere la loro eliminazione tout court, bensì  una chiara  e improcrastinabile separazione fra le competenze della legge- un nuovo stato giuridico-  e quelle della contrattazione, da ridimensionare, questo sì, drasticamente”.
“Ora – conclude Cenerini – si tratta di ripartire senza compromessi al ribasso, ma con la consapevolezza della fragilità dell’impianto proposto dal Governo, che non può essere rabberciato né da emendamenti populisti né dal perdurante ricatto del ‘prendere o lasciare’, o tutto o niente assunzioni.”

GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

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