Chi riuscirà a bloccare il Ddl scuola?

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Lucio Ficara,   La Tecnica della scuola   Martedì, 02 Giugno 2015.   

Oggi 2 giugno 2015, nella ricorrenza della nascita della Repubblica italiana, ci piace ricordare alcuni passi della nostra Costituzione. In modo particolare l’art. 33, in cui si stabilisce che “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”. Inoltre in questo articolo della Costituzione si dispone che la Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.

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Ci piace anche ricordare un altro passo di questo articolo in cui è scritto che enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. Eppure oggi con il Ddl scuola di prossima discussione in Senato, per il parere raccolto da alcuni insigni costituzionalisti, si minano alla base questi ed altri articoli della nostra Carta costituzionale. La protesta del mondo della scuola è forte. Non c’è giorno che questa protesta non si faccia sentire, quando con scioperi, quando con flsh mob spontanei, quando con assemblee sindacali, quando con la nascita di comitati che appoggiano la legge di iniziativa popolare per una scuola della Repubblica. In buona sostanza il Ddl scuola portato avanti, ostinatamente e arrogantemente, dal governo Renzi, ha generato un fronte del no di milioni di persone. In questo contesto di protesta si intersecano i risultati elettorali delle elezioni regionali, che vedono un calo di consenso del partito democratico di oltre i 2 milioni di voti. Oggi che è la festa della Repubblica, qualche esponente del partito democratico, come l’ex capogruppo alla Camera Roberto Speranza, afferma che la riforma della scuola, voluta da Renzi, è una riforma che ha fatto un male terribile al Pd, e che il pesante calo dei consensi elettorali è dovuto a questa pessima riforma. Anche Maurizio Migliavacca, fedele bersaniano del Pd, lancia un ultimatum a Renzi, imponendogli un ragionamento sulla perdita del consenso elettorale in relazione alla massiva protesta del mondo dalla scuola sulla riforma. Migliavacca rassicura che “se Matteo non ci ascolterà, vorrà dire che prepareremo la nostra sfida dentro al PD”. Poi c’è anche Sel con Niki Vendola si propone, nel giorno della Repubblica, come primo obiettivo quello di bloccare il Ddl scuola. In buona sostanza la minoranza Pd e Sel stanno facendo asse comune per bloccare in Senato questa riforma della scuola. La domanda che ci poniamo è: “ riusciranno a bloccare il Dddl scuola?”.

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