Cinquecento euro per i prof: ecco come spenderli

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di Claudia Voltattorni,  Il Corriere della Sera  19.10.2015.  

In arrivo sui conti correnti degli insegnanti il bonus per l’aggiornamento.
Il Miur: l’anno prossimo saranno sulla Carta del docente

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Roma I cinquecento euro sono arrivati sui conti, gli stessi dove ogni mese viene accreditato lo stipendio. Li hanno ricevuti tutti i prof di ruolo che risultano in servizio alla data del 9 ottobre. Ma il contributo annuale per l’autoaggiornamento professionale arriverà anche a chi verrà assunto più tardi, entro un mese dalla sua assunzione. Lo garantisce il ministero dell’Istruzione, che ne approfitta per spiegare come e per cosa spendere il bonus che da quest’anno arriva nelle tasche degli insegnanti italiani di ogni ordine e grado. L’anno prossimo, promette il Miur, i 500 euro saranno nella Carta del docente, in arrivo nel 2016.

Come spendere il bonus
Nel frattempo, per spendere il bonus di autoaggiornamento annuale previsto dalla legge 107 della Buona scuola, gli insegnanti potranno acquistare libri e testi, anche digitali, pubblicazioni e riviste, prodotti hardware e software. Potranno anche partecipare, spiega il Miur, a «corsi di aggiornamento o qualificazione delle competenze professionali svolti da enti accreditati presso il Miur, a corsi di laurea, laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti il profilo professionale, o corsi di laurea post lauream o a master universitari». Il bonus riguarda anche spettacoli teatrali o cinematografici, l’ingresso a musei, mostre, eventi culturali e spettacoli dal vivo. Prevista la spesa anche per «iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa delle Istituzioni scolastiche e del Piano nazionale di formazione di cui all’art.1, comma 124, della legge n.107 del 2015».

«Etica dello scontrino»
«Il bonus è una misura positiva – sottolinea il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi – che riconosce il ruolo professionale degli insegnanti: viene riconosciuta la loro esigenza di aggiornarsi individualmente, al di là del meccanismo di formazione che partirà dal 2016». Ma, aggiunge Turi, «resta il nodo di un meccanismo di applicazione burocratico e farraginoso basato sull’“etica dello scontrino”: gli insegnanti hanno bisogno di fiducia, quella stessa fiducia che ha portato la stragrande maggioranza degli insegnanti a pagare di tasca propria le spese per l’autoaggiornamento». Per Turi, resta però «incomprensibile l’esclusione del personale educativo dal bonus dei 500 euro, ingiustamente discriminato pur avendo la stessa funzione docente».

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