Cofferati: con il dirigente-amministratore delegato rischio di corruzione nella scuola

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TuttoscuolaNews,  n. 692 del 18.5.2015.

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Intervenendo a La7 in un dibattito sulla riforma della scuola, Sergio Cofferati, europarlamentare PD, già sindaco di Bologna e segretario generale della Cgil, ha sostenuto una tesi originale sul nuovo ruolo del dirigente scolastico, che va ad arricchire la folta schiera delle critiche alla funzione del dirigente scolastico così come definita e ridefinita dal ddl.

La tesi è in sintesi questa. Premesso che la scuola è forse l’unico settore pubblico immune dalla diffusa situazione di corruzione che caratterizza la pubblica amministrazione, per Cofferati nel momento in cui il capo d’istituto diventa una specie di amministratore delegato nelle cui mani passano le scelte gestionali e organizzative dell’azienda-scuola, si concretizza il rischio di esporre l’uomo solo al comando a tentativi di corruzione (e forse anche di concussione).

Il dirigente, insomma, non può essere lasciato solo nelle decisioni, perché il rischio di corruzione è dietro l’angolo.

Francamente la tesi di Cofferati stupisce. Innanzitutto perché tutta l’amministrazione pubblica – come ogni organizzazione strutturata – ha bisogno di capi, di dirigenti che possano decidere assumendosi le responsabilità, che si muovano sulla base di obiettivi fissati dal centro (in questo caso dal Ministero, fino al Parlamento) e che siano valutati sulla base del raggiungimento degli obiettivi. I dirigenti non possono essere dei passacarte che si limitano ad applicare disposizioni decise da altri, pena la burocratizzazione e l’ingessamento dei processi decisionali. Altrimenti, verrebbe da dire, dirigenti di che? Cosa si vorrebbe che dirigessero: il flusso delle scartoffie? assumendosi, come già accade oggi, un sacco di responsabilità civili e penali?

In secondo luogo, il fatto che esistano rischi di corruzione (sempre presenti, in particolare purtroppo nel nostro paese) non significa che si debba rinunciare a sistemi di governance più efficienti, ma che sia mandatorio dotarsi di efficaci e rigorosi sistemi di controllo. Siamo stati tra i primi a evidenziarlo con dovizia di particolari in occasione dell’audizione dopo Pasqua davanti alle commissioni istruzione di Camera e Senato ( http://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp.cgi?ID=35734 ). Più autonomia (e quindi più poteri alle scuole e ai loro organismi, tra cui non può che essere centrale la figura del dirigente), maggiori controlli e pubblica rendicontazione.

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