Compensazioni. Una parola magica per la Buona Scuola

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TuttoscuolaNews, 13.4.2015.

Nel corso dell’audizione alla Camera sul ddl della Buona Scuola, Tuttoscuola ha, tra l’altro, posto in evidenza l’importante novità di apertura ai privati per contribuire al sostegno della scuola pubblica (http://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp.cgi?ID=35726 )  (5 per mille e School bonus). In proposito ha anche evidenziato come all’articolo 15, a proposito del 5xmille si preveda anche “la destinazione di quota parte della somma complessiva pari al 10 per cento, alle istituzioni poste in zone a basso reddito”. Una percentuale che potrebbe anche essere incrementata.

Analogamente, Tuttoscuola ha aggiunto come proposta, anche per le erogazioni liberali, di cui all’art. 16 (School bonus), deve essere previsto l’accantonamento di quota parte per compensare le istituzioni scolastiche in aree critiche.

Questa della compensazione deve essere un criterio di effettiva equità per riequilibrare altre situazioni critiche rilevate. Come per la dispersione, ad esempio.

Il sistema deve riservare risorse finanziarie e umane, con quota parte, per le aree territoriali e i settori scolastici in evidente situazione di sofferenza. La quota di organico aggiuntivo da destinare alle “aree a forte processo immigratorio e di aree caratterizzate da elevati tassi di dispersione scolastica” deve essere definita prioritariamente prima di ripartire gli organici in proporzione al numero delle classi.

Compensazione significa anche affrontare e risolvere la questione delle classi sovradimensionate senza sprecare risorse d’organico aggiuntivo (e tanto meno quello assegnato ad ogni scuola). Come?

Intervenendo sui territori nei confronti delle classi sottodimensionate e fuori parametro (ce ne sono a migliaia e non sono solo quelle dei Comuni montani) e compensando con un trasferimento d’organico le classi sovradimensionate.

Attraverso gli interventi di compensazione si potrebbe esplicare in futuro il ruolo del Ministero dell’istruzione nel nuovo contesto di rafforzamento dell’autonomia di gestione delle istituzioni scolastiche. Poteri di indirizzo, definizione degli obiettivi, controllo, valutazione esterna (attraverso l’Invalsi e gli ispettori), e anche poteri di intervento laddove è necessario: azioni di ‘soccorso’ (finanziamenti compensativi, invio di task force di docenti, consulenza e supporto, etc), o anche di sostituzione del dirigente scolastico, fino alla chiusura della scuola che fallisce, ad esempio per due trienni consecutivi, il conseguimento degli obiettivi.

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