Compiti a casa SI o NO? (Ma non è una cosa seria)

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dal profilo FB di Cosimo De Nitto, 8.10.2016

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– Ebbene sì, lo confesso. Sono un benaltrista rispetto al dare o no i compiti a casa. La scuola ha problemi gravissimi la maggior parte dei quali sono creati dalla 107 e dalle politiche scolastiche sciagurate di questo governo. Fare l’elenco equivarrebbe a scrivere un volume lungo come un elenco telefonico. Altro che compiti a casa sì, compiti a casa no.
C’è stato un tempo, altre stagioni, in cui i genitori giudicavano la “bravura” degli insegnanti dalla mole di compiti che assegnavano a casa. Essi erano considerati la cifra della loro serietà, rigorosità, inflessibilità, “durezza”. I genitori facevano a gara per “scegliere” gli insegnanti che assegnavano molti compiti per tutto ciò che questo rappresentava nel loro immaginario.
Oggi, al contrario, tira un altro vento. Gli insegnanti più gettonati sono quelli che non assegnano compiti, i dirigenti più bravi sono quelli che paternalisticamente (demagogicamente) ad uso captatio benevolentiae indulgono al bamboleggiamento, al giovanilismo alla fuga dalle responsabilità individuali tanto degli studenti quanto dei genitori, di quei genitori che non vogliono fare “i compiti a casa” dell’educazione dei propri pargoli.
Si sbagliava allora, si continua a sbagliare adesso. Non sono queste le crociate di cui abbisogna la scuola. Non sono questi i parametri per valutarla. Non è questo un approccio serio alle sue problematiche vere e profonde.
Ragazzi che accoltellano compagni di classe, bullismo, vandalismo e violenze, fuga dalla scuola, dispersione, modelli comportamentali aberranti, autolesionismo, suicidi, droga ecc. costituiscono una vera e propria emergenza educativa. La scuola non si ritrova più gli strumenti, le forze, la collaborazione necessaria da parte delle famiglie e della società tutta per affrontare questa emergenza e anziché aiutarla in questa impresa immane cosa si pensa di fare? Una bella campagna contro i compiti a casa.
Non è una cosa seria.
Darli o non darli è un discorso che riguarda le scelte degli insegnanti e delle scuole, scelte che devono essere motivate pedagogicamente e didatticamente. Tali scelte riguardano solo l’educazione, la formazione, l’istruzione degli allievi e le relazioni tra l’insegnare e l’apprendere, riguardano misure e compiti educativi collettivi e individuali unicamente orientati alla crescita culturale e umana, alla crescita del senso di responsabilità, al confronto anche individuale con il lavoro, la fatica dell’esecuzione delle consegne. Generalizzare e pretendere di dare delle regole che valgono per tutti è una follia. Vale per i genitori come vale anche per il governo. Si riempiono la bocca di “autonomia” e poi non si vorrebbero gli insegnanti e le scuole liberi, consapevoli, responsabili di decidere nel merito? Vorrebbero un decreto delegato anche per decidere se dare o no i compiti a casa?
Ci sono situazioni di insegnamento che necessitano dei compiti a casa, altre no.
Se operiamo in un tempo pieno chiaramente di regola non si daranno i compiti a casa, ma in certi momenti, in occasione delle soste (festività, ferie ecc), gli insegnanti potranno assegnare qualche piccolo compito, in relazione al percorso didattico e alle sue difficoltà, alle difficoltà degli stessi giovani allievi, ma anche come iniziativa educativa e formativa. Così pure assegnare qualche lettura durante le vacanze non deve destare scandalo, è cosa buona per un’infinità di ragioni.
Se operiamo nella secondaria, con un orario scolastico che è uno “spezzatino di attimi”, con materie che occupano una o due ore settimanali, come si fa a non dare compiti a casa? Dov’è il tempo per la lezione, il lavoro in gruppi, le verifiche, il registro elettronico, i compiti scritti o pratici? In casi come questi, e sono moltissimi, o si danno compiti a casa,o si rinuncia a pretendere che una materia sia seriamente svolta e appresa.
E allora, per cortesia, lasciate che la scuola faccia il suo lavoro nelle condizioni specifiche date. Non riducete e banalizzate una problematica così complessa e delicata in un referendum a crocette, compiti a casa SI o NO?

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