Conciliazioni MIUR e assegnazioni dei docenti alle cattedre nelle scuole: un disastro

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Partigiani della scuola pubblica, 6.9.2016

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– Le centinaia di conciliazioni andate male, perché si è proposto a docenti del sud a cui il MIUR aveva già riconosciuto di aver assegnato l’ambito settentrionale per errore,  un ambito comunque a nord, sono state un’altra delle miriadi di iniquità della mobilità coatta dell’anno scolastico 2016/17.

Infatti, per semplificare le infinite fasi di questa procedura straordinaria, che si susseguono necessariamente con una propedeuticità senza adeguata tempistica, d’accordo con i sindacati, il MIUR, invece di ributtare per aria gli esiti dei trasferimenti (che si sono conosciuti solo ad agosto!!) ha introdotto, credendo di semplificare, un’ulteriore fase in questo caos selvaggio : le conciliazioni.

Si è rivelato un errore anche dei sindacati accordarsi su una simile procedura, visto che i posti assegnati ai trasferiti avevano già verosimilmente  coperto tutto il fabbisogno del sud i cui ambiti erano stati posti nella domanda degli interessati come prima preferenza.

Adesso, insegnanti  vittime di errori riconosciuti dallo stesso MIUR hanno perso il diritto ad ottenere giustizia, perché a chi era stato assegnato all’ambito di Milano è stato proposto, ad esempio, quello di Bologna, a chi era stato assegnato Firenze è stato proposto Pavia e via discorrendo: soluzioni che non risolvono ma complicano la situazione dei “conciliati”.

Ovviamente poiché i posti già assegnati non sono stati nuovamente messi in discussione, in assenza di altri posti al sud, i “conciliati”, meridionali con figli disabili, ora rischiano di doversi licenziare per impossibilità a dare seguito alle condizioni  assurde imposte loro da viale Trastevere.

È questo il caso di una cinquantina di maestre assegnate alle scuole elementari di Pavia, che, per figli disabili, non possono rimanere fuori sede.  Ma c’è dell’altro tra gli effetti della mobilità e della invenzione dell’organico de-potenziato!

Sul fronte delle scuole, infatti, qualche dirigente scolastico inizia ad avere vuoti  di fantasia e, non sapendo cosa far fare ai docenti di potenziamento durante l’anno,  “dispone” e comunica come atto unilaterale in Collegio docenti che gli insegnanti di vecchio ruolo dovranno cedere ore ai neoassunti.

I Dirigenti, pur avendo la scusante in alcuni casi di aver previsto e comunicato a suo tempo  all’USR come dotazione organica specifici docenti  di potenziamento per vedersi assegnare docenti di tutt’altre discipline (a chi ha chiesto potenziamento in Fisica, sono stati assegnati docenti di educazione fisica!), hanno anche il dovere  di comunicare ai rispettivi USR di non essere in grado di trovare collocazione coerente col PTOF ai docenti impropriamente assegnati, se poi li hanno addirittura selezionati loro stessi, senza lamentarsi,  con chiamata diretta, la responsabilità  a loro carico è invece ancora più grave! Infatti attribuire ore di insegnamento curricolare a docenti di potenziamento, sottraendole al personale già in servizio, costituisce un evidente danno erariale, perché ogni docente in servizio su posti comuni deve svolgere necessariamente 18 ore di insegnamento per contratto, e sullo stesso monte ore di servizio non si può prevedere l’inserimento di un ulteriore docente. Il potenziamento è un’attività derivante dalle scelte dei Dirigenti stessi nell’atto d’indirizzo, il Dirigente deve sapere esattamente come far lavorare i potenziatori che ha richiesto!

Si configura come una scelta illegittima farli lavorare su cattedre già destinate ad organico apposito preesistente, ripartendo tra tutti le ore di supplenza,  un atto che dimostra palesemente incapacità di gestire in modo efficace, efficiente ed economico il personale assegnato. Adesso molti Dirigenti che sono stati i grandi assenti del contrasto alla legge 107/2015 avranno belle gatte da pelare, per la loro ritrosia nel manifestare le gravi responsabilità e inefficienze del MIUR.

Intanto tutto scivola addosso alla Ministra che omette opportunamente di fare i suoi canonici auguri di inizio anno (forse per non incorrere in prevedibili beffe mediatiche)  e, come tutti i membri di questo governo, sceglie la via della defezione da tutte le occasioni pubbliche prive delle opportune misure di epurazione dei molti, ormai tantissimi contestatori con troppe e inconfutabili ragioni dalla loro parte.

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