Concorsi riservati pure per non abilitati: in vista una fase transitoria?

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Pasquale Almirante, La Tecnica della scuola  18.11.2016

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– Si starebbe facendo strada negli uffici di viale Trastevere l’idea di un nuovo mini-piano di concorsi riservati per gli insegnanti ancora in attesa di una cattedra: per quelli abilitati, ma anche  per i non abilitati. Così il terzo ciclo del Tfa, annunciato da oltre un anno, non vedrebbe mai la luce.

L’indiscrezione è del Fatto Quotidiano, secondo cui, visto che ci sono ancora docenti nel “guado” tra l’ultimo concorsone  e l’avvento del nuovo sistema di reclutamento  che non andrà a regime prima di 5-6 anni, il Ministero starebbe studiando una cosiddetta “fase transitoria”.

Ancora non c’è nulla di ufficiale, l’idea dovrebbe restare coperta almeno fino a dicembre. È nata in Parlamento, ma pian piano ha fatto breccia all’interno del Miur ed è diventata l’ipotesi più accreditata a cui ora stanno lavorando i tecnici. Una serie di concorsi riservati ai precari: a tutti, però, e non solo agli abilitati come si poteva pensare. Con delle differenze.

“Per gli insegnanti di seconda fascia, il concorso sarebbe più snello (si parla addirittura solo di un colloquio orale, senza prove scritte) e darebbe accesso direttamente al ruolo, attraverso il consueto “anno di prova”. Per gli insegnanti di terza fascia, invece, ci sarebbero dei test e una forte valutazione del servizio svolto: i vincitori in questo caso accederebbero al tirocinio di durata triennale, che nel nuovo sistema costituirà un momento di formazione-lavoro precedente alla stabilizzazione vera e propria. Questi concorsi verrebbero banditi, specifica sempre Il Fatto,  dopo l’assorbimento delle graduatorie dell’ultimo concorsone, quindi non prima del 2018; forse in maniera scaglionata, solo sulle materie e nelle Regioni più affollate e dove ce n’è bisogno.

La scelta di istituire un canale ad hoc anche per la terza fascia significherebbe chiudere subito e definitivamente il Tirocinio Formativo Attivo, che negli ultimi anni è stato l’unico strumento di abilitazione.

Inutile far partire un Tfa che nella migliore delle ipotesi, tra test e studi, si concluderebbe solo fra un paio d’anni. Questi concorsi riservati alla terza fascia rappresenterebbero la transizione più rapida al nuovo sistema, offrendo intanto un’occasione anche a chi non ha l’abilitazione; mentre chi è ancora iscritto all’università potrebbe già dal prossimo settembre conseguire i crediti per la didattica che permettono l’accesso al test per il nuovo corso-concorso.

Così concepita, la “fase transitoria” presenta più di un’incognita: i non abilitati sono tantissimi, forse troppi per predisporre prove riservate (la selezione sarebbe durissima); la valorizzazione del servizio rischia di penalizzare i più giovani, i neolaureati, che sono proprio quelli che andrebbero più tutelati (visto che gli altri hanno avuto diverse occasioni di abilitarsi in passato tra Ssis, Pas e Tfa). Senza dimenticare, precisa sempre Il Fatto,  le sicure rimostranze dei vincitori dell’ultimo concorsone, a cui il governo non ha fatto sconti. Tutti argomenti su cui riflettere. La strada, però, sembra tracciata.

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