Concorso a preside, i posti a bando vanno rivisti al rialzo. Allarme per i tempi della selezione, il 2017 potrebbe non bastare

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di Giorgio Candeloro,  ItaliaOggi  2.11.2016

– Il Consiglio di Stato ha indicato le correzioni al regolamento. Più peso al parere del CSPI.

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Il Consiglio di Stato ha reso la scorsa settimana il proprio parere in merito al regolamento del concorso per il reclutamento dei nuovi dirigenti scolastici. Il parere era stato richiesto dal Miur il 16 settembre scorso e riguardava, oltre al regolamento anche lo schema generale di decreto, le modalità di svolgimento delle prove e le forme di valutazione dei candidati ammessi e dei loro titoli di accesso. Va detto subito che si tratta di un sostanziale via libera al Miur da parte dei giudici di Palazzo Spada, che hanno mosso alle ipotesi ministeriali solo rilievi marginali, dei quali il Miur dovrà però tenere conto prima della pubblicazione in Gazzetta del bando di concorso. A questo punto è comunque possibile che il concorso possa essere bandito entro la fine dell’anno solare, anche se mancano ancora alcuni importanti passaggi come la quantificazione dei posti messi a concorso e la autorizzazione obbligatoria da parte del Mef che fanno propendere per uno slittamento. Quali comunque le principali osservazioni nel merito?

In primo luogo il Consiglio di stato rileva che il punteggio riservato alle conoscenze informatiche appare troppo ridotto rispetto al rilievo che queste effettivamente hanno, soprattutto tra le competenze indispensabili nel bagaglio di un moderno dirigente. In secondo luogo viene richiesta una maggiore chiarezza e puntualità nella definizione dei requisiti di coloro che faranno parte delle commissioni esaminatrici. Inoltre il Consiglio rileva che nel calcolo dei posti disponibili sono esclusi le dirigenze su scuole con meno di 600 alunni, in base al dettato del Dl 98/2011, senza considerare che quel decreto aveva validità solo per gli anni scolastici 12/13 e 13/14.

Infine il Consiglio suggerisce di attribuire ai vari moduli del corso di formazione –che sarà parte integrante della procedura concorsuale- un punteggio minimo necessario per considerare il singolo modulo superato e per accedere al successivo. In merito al fatto che il ministero non ha accolto in molti punti le proposte di modifica alla bozza di regolamento proposte dal Consiglio superiore della Pubblica Istruzione, il Consiglio di Stato rileva che i pareri e le proposte del Cspi non sono obbligatori e vincolanti, ma che il loro rigetto andrebbe adeguatamente motivato dal Miur. La Cisl scuola lancia però l’allarme sui tempi, ritenendo che difficilmente il bando potrà essere pubblicato davvero entro la fine dell’anno e prospettando invece tempi lunghi sia per la quantificazione dei posti che per l’arrivo dell’autorizzazione del Mef. Non si può escludere, come già avvenuto in passato, un braccio di ferro sui numeri da mettere a concorso, col Miur che spinge per allargare e il Mef impegnato a frenare e a ridurre.

Se ciò dovesse accadere è possibile che i tempi per la pubblicazione del bando possano slittare ai primi mesi del 2017, il che renderebbe estremamente improbabile la presa di servizio dei neodirigenti vincitori il 1 settembre del 2017. Un’eventualità da evitare visto che, ad oggi, le presidenze scoperte sono circa il 20% del totale.

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