Concorso cattedra 2015, 180mila assunzioni prossimi tre anni. Ci sarà anche per infanzia esclusi fase C. Addio a prove preselettive?

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di Anselmo PennaOrizzonte Scuola,  5.11.2015.  

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Il Miur comincia a scoprire le carte del nuovo concorso a cattedra, da bandire entro il 1° dicembre 2015. Previsti posti anche per i docenti della scuola di infanzia, che non hanno partecipato alla fase C del piano straordinario di immissioni in ruolo e solo in maniera residuale per la fase B (no posti comuni, solo sostegno o altra classe di concorso).

I numeri
Secondo quanto riferito dal sottosegretario Davide Faraone i posti messi a bando saranno oltre 63.000 posti, cui si aggiungeranno i 30.000 insegnanti da stabilizzare dalle Graduatorie ad esaurimento nell’arco del prossimo triennio.
I numeri per ogni ordine di scuola:

  • 6.800 scuola dell’infanzia
  • 15.900 primaria
  • 13.800 scuola secondaria di I grado
  • 16.300 scuola secondaria di secondo grado.

Scuola dell’infanzia
Per il concorso a cattedra i posti messi a bando saranno 6.800 cui bisognerà aggiungere i docenti che saranno assunti da GaE e che rientreranno nei 30mila posti che saranno stanziati nel triennio.
Ma quanti possono essere gli insegnanti di scuola di infanzia rimasti ancora nelle GaE (posto che le GM del concorso 2012 decadranno con la pubblicazione delle graduatorie del nuovo concorso)?
All’inizio (cioè a marzo 2015, durante la conferenza Renzi Giannini per la presentazione del progetto La Buona Scuola da presentare in Parlamento), si era parlato di circa 23.000 docenti.
Non sappiamo se tale numero trova ancora conferma perchè, se da un lato è vero che infanzia non ha partecipato alla fase C del piano straordinario di immissioni in ruolo, dall’altro bisogna anche tenere in considerazione che alcuni docenti sono stati assunti sui posti di sostegno o nella primaria e in qualche caso anche per classi di concorso della secondaria.
Quindi non sappiamo quanti di questi 30.000 docenti ancora in GaE siano docenti di scuola dell’infanzia.
Mentre per il concorso, i docenti avevano chiesto di non volerci rientrare, in attesa piuttosto del progetto di riforma del sistema integrato 0-6, di cui però a parte i primi incontri interlocutori con le parti interessati, non si hanno notizie e il cui iter potrebbe essere lungo, dal momento che il Governo ha diciotto mesi di tempo dall’entrata in vigore della legge 107/2015 (16 luglio 2015) per trasformare il progetto in decreto.
Sarà sicuramente un capitolo di cui si discuterà a lungo.

Prove preselettive
Una novità del prossimo concorso riguarda le prove preselettive. Test che nel concorso 2012 hanno riguardato domande di informatica, logica, lingua, comprensione del testo.
Mentre c’è ormai la quasi certezza che esso non sarà più reiterato per il concorso 2015 per quanto riguarda gli aspiranti delle medie e superiori, incertezza c’è per gli aspiranti di infanzia e primaria.
Se è vero che l’eliminazione queste prove garantisce un risparmio per lo Stato e la possibilità di evitare focolai di contenzioso nei tribunali, dall’altro si attendono per infanzia e primaria un numero maggiore di aspiranti che farebbe scattare la necessità di una prima scrematura.

Dove ci saranno più posti?
A svelare l’arcano lo stesso Ministro che ieri ha così dichiarato: “Il concorso sarà in particolare un’occasione per recuperare insegnanti nelle discipline in cui storicamente mancano, come matematica e le materie scientifiche. Tra le materie più gettonate anche lingue e italiano. Sarà inoltre prevista l’introduzione del “sostegno come materia a parte” ha detto ancora la Giannini, in linea con la volontà del governo di fare della questione dell’accesso per i disabili uno dei capitoli fondamentali anche per la didattica, con un’attenzione alla formazione degli insegnanti e all’organizzazione”.

Quanti aspiranti? 180mila assunti in tre anni
Secondo le proiezioni del Ministero si attendono circa 250mila candidati per 63mila e 700 posti circa. Quindi, in totale, con l’insieme degli interventi sulla scuola saranno assegnati “180 mila posti sui tre anni”. Infatti, alle cattedre del concorso si aggiungeranno nei prossimi tre anni, circa 30 mila stabilizzazioni di altrettanti precari delle
Gae che sono rimasti fuori dal piano di quest’anno.

Le prove
Secondo indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione, le prove consisteranno in una prova scritta “computer based”, informatizzata. Orientata non tanto alle conoscenze contenutistiche, quanto alla presentazione di una lezione.
Ed un orale che dovrebbe mantenere l’introduzione avvenuta nel 2012 di una lezione simulata.

 Concorso unica via di accesso
Con il piano di assunzioni che coinvolgerà 30mila posti anche da Gae nell’arco del prossimo triennio, il Ministero intende chiudere un’epoca e consentire l’accesso al ruolo solo tramite concorso a cattedra.
“Il concorso sarà l’unica via di accesso alla professione” ha rimarcato il sottosegretario Faraone.

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