Concorso docenti 2018 abilitati, in arrivo il bando senza posti in palio

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di Fabrizio De Angelis, La Tecnica della scuola  2.1.2018

– Potrebbe essere questione di ore o al massimo di giorni la pubblicazione del bando di concorso docenti 2018 riservato agli abilitati. Infatti, già dalla serata di oggi, 2 gennaio, il decreto Miur firmato dal ministro Fedeli potrebbe arrivare in Gazzetta Ufficiale.

Concorso senza posti in palio e… tutti promossi!

Fra le informazioni che si conoscono in merito, una prima criticità che viene subito a galla, riguarda il fatto che tali concorsi saranno banditi senza un contingente posti stabilito a priori.

Ad esempio, tale concorso, che è destinato a tutti i docenti in possesso dell’abilitazione, vedrà fra i partecipanti aspiranti docenti con abilitazione TFA o PAS, che sono rimasti fuori dalle GaE, liste di docenti dalle quali il Ministero pesca ogni anno il 50% di tutto il contingente da immettere in ruolo. Per il sostegno, invece, i docenti dovranno avere il titolo di specializzazione richiesto.
Ne consegue, che questa procedura concorsuale vedrà sicuramente dei vincitori, ma il paradosso è che lo saranno tutti: infatti, non esiste un punteggio minimo per entrare nelle graduatorie regionali e questo significherà che non ci saranno bocciati.

Quello della mancanza dei posti in palio potrebbe diventare un serio problema. Perché? Se andiamo al centro-sud, ad esempio, con le GaE ancora piene in moltissime regioni e le graduatorie di merito del 2016 che non riescono ad esaurire facilmente, si intuisce come difficilmente i vincitori di questa procedura concorsuale riusciranno ad entrare in ruolo in breve tempo. Anzi, non è da escludere che per alcune classi di concorso e in alcune regioni d’Italia i tempi potrebbero allungarsi anche fino a 10 anni. Potrebbero.
In molti, infatti, auspicavano una gestione dei nuovi concorsi migliore rispetto al passato, fondata su un’attenta analisi dei contingenti e non sull’indizione di un concorso “sanatoria”, che potrebbe solo appesantire la lista dei vincitori di concorso in attesa di essere assunti.

Tuttavia, bisogna aspettare la pubblicazione del bando per conoscere i dettagli del nuovo concorso per abilitati 2018.

La prova orale e la valutazione titoli

Ribadiamo che il concorso per gli abilitati verterà su un’unica prova orale di natura didattico-metodologica, che sarà “una lezione simulata preceduta da un’illustrazione delle scelte didattiche e metodologiche in relazione ai contenuti disciplinari indicati dalla commissione”.

Per la valutazione della prova orale e dei titoli, la Commissione ha a disposizione un punteggio massimo pari rispettivamente a 40 punti e a 60 punti. La prova orale non prevede un punteggio minimo.
I criteri della valutazione titoli, saranno:

  • Per la valutazione della prova orale e dei titoli, la Commissione ha a disposizione un punteggio massimo pari rispettivamente a 40 punti e a 60 punti. La prova orale non prevede un punteggio minimo.
  • La Commissione assegna alla valutazione, nell’ambito della prova orale, della capacità di comprensione e conversazione nella lingua straniera, un punteggio massimo di 3 punti quale quota parte dei 40 disponibili.
  • La Commissione assegna alla valutazione, nell’ambito della prova orale, delle competenze nell’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione o nelle tecnologie normalmente in uso presso le istituzioni scolastiche, un punteggio massimo di 3 punti quale quota parte dei 40 disponibili.
  • La Commissione assegna ai titoli culturali e professionali un punteggio massimo di 60 punti,
  • La commissione giudicatrice, valutata la prova orale e i titoli, procede alla compilazione della graduatoria regionale di merito.

Graduatoria di merito regionale

I candidati concorreranno alle selezioni scegliendo un’unica regione e accederanno alle selezioni tramite una sola richiesta telematica dove indicheranno, oltre la regione, anche le classi di concorso per cui intendono partecipare.

Quindi si ricorda che “l’ammissione al predetto percorso comporta la cancellazione da tutte le graduatorie di merito regionali, nonché da tutte le graduatorie ad esaurimento e di istituto, per ogni classe di concorso e tipologia di posto”.

Inoltre, “per le classi di concorso alle quali partecipi un numero esiguo di candidati è possibile disporre l’aggregazione territoriale delle procedure, ferma restando l’approvazione di graduatorie distinte per ciascuna regione”.

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