Concorso scuola: chi potrà partecipare. Ok Tfa, sperano non abilitati

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LeggiOggi,  17.7.2015.  

Chi potrà procedere all’iscrizione. Sì Tfa, Pas e Ssis
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Ora non ci sono davvero più dubbi entro il prossimo primo dicembre uscirà il bando del nuovo concorso scuola. La conferma definitiva è arrivata con la pubblicazione in Gazzetta del testo della Buona scuola, la riforma approvata in Parlamento.

Anzi, è successo di più: la disposizione è entrata in vigore con decorrenza immediata e, così, oggi la programmazione di un nuovo bando per le assunzioni a scuola di nuovi docenti è stabilito per legge, e dovrà essere varato entro la fine di novembre.

Si tratta di un punto fermo che fa parte dell’ampia strategia del governo di ridefinire gli organici dell’istruzione pubblica, dopo oltre un decennio di graduatorie a esaurimento, supplenze a non finire e un solo maxi concorso varato nell’ormai lontano 2012 (di cui molti tra i vincitori vedranno realizzato il proprio diritto di ottenere un posto in cattedra solo quest’anno per effetto del piano Renzi-Giannini).

Naturalmente, le voci scettiche sulla riuscita dei propositi dell’esecutivo non mancano: si tratta, infatti, di un’operazione che per tempi di realizzazione e volumi di assunzioni, non ha precedenti nella storia non solo della scuola italian, ma di tutta l’amministrazione pubblica.

Un programma, insomma, a dir poco ambizioso, che dovrebbe portare in dote entro un anno 100mila nuovi insegnanti, dando parziale effetto alla sentenza della Corte europea che nel novembre 2014 ha condannato l’Italia per il trattamento riservato a centinaia di migliaia di insegnanti precari nel corso degli ultimi anni.

Naturalmente, anche qualora gli obiettivi del governo venissero perseguiti, il problema del precariato tra i docenti non sarà comunque estirpato. Ma tra le linee guida della nuova legge, figura anche il principio secondo cui tutte le nuove assunzioni di personale docente nell’ambito scolastico dovranno avvenire a seguito di concorsi pubblici regolarmente indetti ogni triennio, portando via via alla chiusura delle graduatorie a esaurimento, riserve di incertezza lavorativa e posizioni a dir poco instabili.

Così, entro il 2015 vedrà la luce il nuovo concorso a cattedre, ed è già fibrillazione tra i potenziali partecipanti: secondo le stime registrate nelle settimane “calde” della Buona scuola, i docenti in attesa di un posto sarebbero ancora centinaia di migliaia. Impossibile accontentare ttti, ma si preannunciano già numeri elevatissimi di iscrizioni.

Chi potrà partecipare

E’ l’articolo 114 della riforma della scuola entrata in vigore ieri giovedì 16 luglio, a stabilire tempi e modalità di indizione del concorso:

“Il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, ferma restando la procedura autorizzatoria, bandisce, entro il 1º dicembre 2015, un concorso per titoli ed esami per l’assunzione a tempo indeterminato di personale docente per le istituzioni scolastiche ed educative statali ai sensi dell’articolo 400 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, come modificato dal comma 113 del presente articolo, per la copertura, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, di tutti i posti vacanti e disponibili nell’organico dell’autonomia, nonche’ per i posti che si rendano tali nel triennio”.

In seguito, viene specificato che nella valutazione dei partecipanti si terrà conto sia del servizio eventualmente prestato per brevi periodi di tempo in qualità di insegnante in una scuola di ogni ordine e grado, sia del titolo di abilitazione, che sarà “valorizzato” sia che il conseguimento derivi da percorsi di abilitazione che tramite procedure selettive pubbliche, sia, da ultimo, in base al possesso di un’idonea laurea magistrale o a ciclo unico.

In base all’articolo 400 del Testo unico della scuola, poi, è bene ricordare che l’ammissione ai concorsi è consentita a chi sia in possesso di:

a) diploma conseguito presso le scuole magistrali o presso gli istituti magistrali, od abilitazione valida, per i concorsi a posti di docente di scuola materna;
b) diploma conseguito presso gli istituti magistrali per i concorsi a posti di docente elementare;
c) laurea conformemente a quanto stabilito con decreto del Ministro della pubblica istruzione, ed abilitazione valida per l’insegnamento della disciplina o gruppo di discipline cui il concorso si riferisce, per i concorsi a cattedre e a posti di insegnamento nelle scuole secondarie, tranne che per gli insegnamenti per i quali è sufficiente il diploma di istruzione secondaria superiore.

C’è poi da tenere conto che, per gli studenti universitari che ancora non abbiano conseguito la laurea, è possibile ottenere l’abilitazione con il superamento del concorso, che funge da passaggio abilitativo per tutti i vincitori.

Dunque, le porte sembrano spalancate per tutti coloro che abbiano frequentato i Tfa, i Pas o la Ssis, tutte vie alternative all’insegnamento aperte negli ultimi anni per sopperire alle carenze di organico pur in assenza di selezioni pubbliche.

Per i non abilitati, invece, bisognerà attendere le classi di concorso coinvolte e scoprire se eventuali titoli di studio posseduti possano sostituire l’eventuale mancanza di abilitazione formale. Certamente, con questi requisiti il numero degli iscritti potrebbe anche superare il boom di tre anni or sono.

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