Contratti Scuola. Ai presidi aumento mensile di soli 270 euro lordi (e non 578)? Ai docenti meno di 85?

di Vincenzo Pascuzzi, Aetnascuola.it, 5.2.2018

– Tenendo conto di quanto sopra detto, l’aumento mensile lordo sarà di circa 276 euro, molto meno di quanto indicato [578] dal Dirigente sindacale; veramente, ci sarebbero anche i fondi stanziati dall’Atto di Indirizzo, ma il Dirigente Sindacale non ne parla, li dimentica; in effetti, si tratta di poco, ma sempre meglio di niente…

STRANE IDEE DI UN SINDACATO RAPPRESENTATIVO

SCRITTO DA PIETRO PERZIANI ON 02 FEBBRAIO 2018.

Ci è stata girata la presa di posizione, nell’ambito di una chat, di un Dirigente Sindacale che parteciperà alle trattative per il prossimo contratto:

“Per il 2018 sono stanziati, per adeguare l’indennità di posizione parte fissa, 37+35 mln. Lordo stato per circa 7200 posti in organico. La matematica dice che vi sono già per il 2018 10.000 euro lordo stato per ogni posto in organico. Le somme risparmiate (considerato che i DS in servizio sono circa 6.000) saranno utilizzate per l’indennità di posizione parte variabile ed il risultato. Disponibile al confronto ma con dati desunti da documenti certi (legge di bilancio).”

Il Dirigente sindacale riporta poi il testo della legge di Bilancio e conclude, riassumendo quanto detto in precednza:

“37 mln+35 mln=72 mln:7.200=10.000 euro annui lordo stato=7.535 annui lordo dipendente=578 lordo mensile. Questi i conti che intendiamo vedere nella bozza di contratto…il resto sono chiacchiere. Se questi calcoli di massima sono rispettati il nostro sindacato firmerà.”

Si tratta di una chat, non è certo un documento ufficiale, ma se così stanno le cose, il sindacato non firmerà e, se firmerà, prenderà una bella fregatura!

Il Dirigente Sindacale parla di 72 milioni lordo stato disponibili per l’anno 2018 per la “progressiva armonizzazione” della retribuzione di posizione/parte fissa, così come stabilito dalla Legge di Stabilità; i 72 milioni, a loro volta, sono frutto di una somma: 37 milioni “nuovi” stanziati dalla stessa Legge di Stabilità e 35 milioni “vecchi” stanziati nel 2015 dalla Buona Scuola.

Dai calcoli sopra riportati, emerge che il Dirigente Sindacale intende utilizzare tutti i 72 milioni per la retribuzione di posizione/parte fissa, cosa che si può anche fare, ma questo dà origine ad un problema gigantesco: i 35 milioni della Buona Scuola sono ad oggi già utilizzati, i Dirigenti Scolastici italiani li stanno già percependo, a titolo di retribuzione di posizione/parte variabile e di retribuzione di risultato.

I fondi stanziati dalla Buona Scuola sono stati infatti inseriti nel FUN 2015/2016 e di conseguenza utilizzati nei CIR delle diverse regioni, sono ormai in pagamento in tutta Italia; sono stati naturalmente inseriti anche nel FUN 2016/2017 e saranno messi in pagamento dopo la stipula dei contratti regionali.

E’ chiaro che non è possibile utilizzare questi fondi due volte: se verranno utilizzati per la retribuzione di posizione /parte fissa, cosa che senz’altro si può fare, dovranno essere tolti dal FUN degli anni futuri, per cui diminuiranno la retribuzione di posizione/parte variabile.

I soldi freschi sono 37 milioni, non 72, gli aumenti contrattuali non saranno quindi 578 euro lordi mensili, saranno molti di meno.

E’ un po’ di tempo che andiamo dicendo che l’handicap per il prossimo contratto è la retribuzione variabile ed accessoria, che è destinata a diminuire, ma il Dirigente Sindacale non ne parla, sembra quasi che il problema non esista, ma non è così: il problema c’è, ed è notevole (VEDI).

Il Dirigente Sindacale parla poi di posti in organico, circa 7.200, e di Dirigenti in servizio, circa 6.000, su questi dati basa i suoi calcoli.

Anche su questo, non siamo molto d’accordo: nell’ambito della trattativa contrattuale c’è un solo numero che conta, sono i 7.452 Dirigenti Scolastici considerati dall’Atto di Indirizzo; è un numero “teorico”, ma da lì si deve partire.

Tenendo conto di quanto sopra detto, l’aumento mensile lordo sarà di circa 276 euro, molto meno di quanto indicato dal Dirigente sindacale; veramente, ci sarebbero anche i fondi stanziati dall’Atto di Indirizzo, ma il Dirigente Sindacale non ne parla, li dimentica; in effetti, si tratta di poco, ma sempre meglio di niente…

Per quanto riguarda il numero dei Dirigenti Scolastici in servizio, non bisogna dimenticare che a regime i Dirigenti Scolastici saranno circa 8.000, molti di più dei 6.000 menzionati dal Dirigente sindacale; anche di questo e delle conseguenze che ne deriveranno abbiamo parlato a lungo nell’articolo sopra menzionato (VEDI).

Un’ultima annotazione: si parla di “10.000 euro annui lordo stato=7.535 annui lordo dipendente”; ammesso che la cifra lordo stato sia giusta e non lo è, come sopra detto, a nostro avviso la cifra lordo dipendente sarebbe leggermente inferiore: 7.226,48 euro; la differenza non è molta, ma quando si parla di soldi è meglio essere precisi.

In conclusione, una cosa ci sembra evidente: la confusione è tanta; GLS cercherà di dare un aiuto ai colleghi, farà una “operazione trasparenza”, mediante una simulazione della trattativa contrattuale e dei suoi possibile esiti, punto per punto, in modo che ognuno si posa fare un’idea.

Naturalmente, non pretendiamo di avere ragione, non vogliamo certo dire che solo i nostri calcoli siano quelli giusti; vogliamo semplicemente aprire una discussione, mettendo sul tavolo tutti numeri e i dati oggi disponibili, per quanto possibile.

In questi giorni, già sentiamo tante promesse elettorali, non vorremmo sentire anche tante promesse contrattuali!

http://www.governarelascuola.it/nuovo/index.php/il-dirigente-e-lo-staff/304-strane-idee-di-un-sindacato-rappresentativo


Rinnovo del contratto: quanto guadagnerà un insegnante?
Lo deciderà il Dirigente Scolastico

Rinnovo del contratto: quanto guadagnerà un insegnante? Lo deciderà il Dirigente Scolastico

Uno dei motivi riguarda i troppi poteri che vengono assegnati al Dirigente Scolastico; sarà il preside, infatti, a decidere quale insegnante avrà diritto ad un aumento di stipendio. Questo perché gli aumenti stipendiali saranno correlati all’orario di impiego dei docenti: la quantità sarà il fattore determinante per il calcolo degli stipendi, quindi per guadagnare di più bisognerà dedicarsi ad attività extra curricolari, come ad esempio al tutoraggio per l’alternanza scuola-lavoro.

Peccato che sia proprio il Dirigente Scolastico a decidere quali insegnanti incaricare per queste attività, con totale discrezionalità. A quanto pare al Governo non sono servite le polemiche da parte dei docenti in merito ai troppi poteri assegnati dalla Buona Scuola ai presidi, dal momento che dopo quanto fatto con la chiamata diretta e il bonus premiale al Dirigente Scolastico viene fatto decidere anche – seppur indirettamente – quanto dovrà guadagnare un insegnante.

Insegnanti: chi guadagnerà di più?

Prima di definire l’accordo sul rinnovo di contratto i sindacati rappresentativi del comparto Scuola dovranno trovare una soluzione condivisa con l’Aran per quanto riguarda gli aumenti stipendiali da riconoscere a docenti e personale ATA.

Alla fine gli aumenti dovrebbero essere di circa 85€ medi e lordi, forse persino più bassi qualora non vengano assorbite – come richiesto dai sindacati – le risorse stanziate per il bonus premiale.

Dopo aver stabilito l’ammontare dell’importo bisognerà fare altrettanto con la sua distribuzione. Come dichiarato dalla Ministra dell’Istruzione nelle scorse settimane, i docenti se vogliono guadagnare di più dovranno lavorare per più ore al giorno.

Ad essere valutata quindi non sarà la qualità dell’operato del docente, ma la quantità. Un criterio discutibile, così come il potere che viene affidato al Dirigente Scolastico in questa fase.

Avendo in mano l’organizzazione delle attività extra scolastiche, infatti, è il DS ad indicare gli insegnanti che dovranno fare gli “straordinari” restando a scuola oltre l’orario delle lezioni oppure dedicandosi all’attività di tutoraggio per l’alternanza scuola-lavoro. Sempre al preside dell’istituto spetterà assegnare incarichi per le attività funzionali e quelli riguardanti l’organizzazione e l’amministrazione dell’istituto.

Questa proposta è stata aspramente criticata dai sindacati, i quali hanno chiesto un confronto con l’amministrazione. Riusciranno a far valere le proprie ragioni? Oppure il sistema scolastico continuerà ad avere – così come dichiarato da Silvia Chimienti in una nostra recente intervista – un modello di “tipo verticistico e aziendale” dove la maggior parte dei poteri sono in mano al Dirigente Scolastico?

Lo scopriremo nei prossimi giorni, con la speranza che la trattativa per il rinnovo del contratto venga definita al più presto; d’altronde tra pochi giorni i dipendenti pubblici del comparto centrale della Pubblica Amministrazione riceveranno i primi aumenti stipendiali (clicca qui per consultare le date NoiPA) mentre agli insegnanti e al personale ATA manca ancora un nuovo contratto.

https://www.money.it/quanto-guadagnera-insegnante-decisione-Dirigente-Scolastico

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Contratti Scuola. Ai presidi aumento mensile di soli 270 euro lordi (e non 578)? Ai docenti meno di 85? ultima modifica: 2018-02-06T04:24:49+00:00 da Gilda Venezia

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