Contratto scuola: bambole, non c’è una lira!

Tecnica_logo15BReginaldo Palermo, La Tecnica della scuola  16.8.2016

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Gli ultimi dati sullo stato di salute della nostra economia sono poco rassicuranti e potrebbero avere qualche conseguenza sulla vicenda dei contratti pubblici.

Già nei giorni passati, il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan aveva fatto capire che per il 2017 la spesa pubblica dovrà essere tenuta sotto controllo, ma adesso il Governo dovrà essere ancora più attento.
Tanto che si parla di una revisione del Documento di Economia e Finanza da farsi già nel prossimo mese di settembre in modo da porre le premesse per la legge di stabilità che dovrà essere approvata a dicembre.
Ricordiamo che allo stato attuale le risorse stanziate per tutto il comparto pubblico ammontano a 300 milioni di euro e consentirebbero di riconoscere un aumento di 10-15 euro mensili per ogni dipendente, mentre il DEF non prevede un incremento della spesa per gli stipendi del personale della scuola.
L’entusiasmo manifestato dal ministro Giannini dopo che nei giorni scorsi il presidente Renzi aveva annunciato che per i docenti bisogna trovare risorse fresche con la prossima legge di stabilità dovrà ora fare i conti con la doccia fredda dei dati Istat.
E allora che succederà a settembre? Lo scenario più probabile è che il ministro Madia potrebbe aprire il tavolo della contrattazione ma solo per gli aspetti normativi e per aumenti che però riguardino solo una parte del personale, in linea insomma con l’idea di usare le scarse risorse disponibili per “premiare” i dipendenti pubblici che si impegnano di più.

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