Crollo in una scuola appena ristrutturata

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di di Domenico Palmiotti, Il Sole 24 Ore 14.4.2015

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Era un normale giorno di lezione, con i bambini di 7 anni nei banchi e la maestra alla lavagna a spiegare. Ma a metà mattinata accade l’inferno in seconda E: due-tre metri quadrati di intonaco si staccano dal soffitto, dove si apre uno squarcio profondo, e blocchi pesanti di calcinacci investono gli alunni. Due bambini sui 15 presenti nell’aula restano feriti alla testa, anche se non in modo grave, mentre un’insegnante scivola sull’intonaco e si frattura il malleolo.

Poteva trasformarsi in tragedia quanto accaduto ieri nella scuola «Enrico Pessina» di Ostuni. Alla fine, fortunatamente, il bilancio registra solo lievi ferite per i due bambini (prognosi tra i 10 e i 15 giorni) e l’insegnante, ma restano, e non vanno sottovalutati, la paura dei piccoli alunni, la tensione dei genitori e, soprattutto, un inquietante interrogativo al quale si dovrà cercare di dare risposta nelle prossime ore: come è potuto accadere. Sì, perchè la scuola «Pessina», costruita alla fine degli anni ’30, che oggi accoglie 687 bambini (462 alle elementari e 225 alle materne), è rimasta chiusa per 4 anni dalla fine del 2010 per lavori di ristrutturazione. Un intervento che, nel tempo, aveva visto avvicendarsi più imprese con una spesa che da una previsione iniziale di 1,3 milioni era poi salita a oltre 2 milioni. Si era messo mano a intonaci, solai, impianti, rivestimenti, infissi, usando tutti i canali finanziari possibili: bilancio comunale, fondi Cipe, edilizia scolastica, risorse Pon-Fesr.

La scuola, dislocata su 4.770 metri quadrati, era stata re-inaugurata lo scorso 7 gennaio, alla ripresa delle lezioni dopo la pausa per le feste di fine anno. Tutto era stato rimesso a nuovo ma ieri quel distacco di pezzi di intonaco solleva forti dubbi su come sono stati effettuati i lavori all’edificio della «Pessina». La Procura di Brindisi ha intanto sequestrato l’intero immobile, i Vigili del fuoco prelevato campioni di intonaco e di altri materiali crollati per compiere gli accertamenti tecnici, mentre il sindaco di Ostuni, Gianfranco Coppola, ha stabilito con un’ordinanza lo stop delle lezioni sino a data da destinarsi. La Polizia ha già interrogato la dirigente scolastica, Stella Mingolla, e su disposizione del sostituto procuratore Pierpaolo Montinaro ha anche sequestrato la documentazione relativa alla gara d’appalto e ai lavori nella scuola.

«La ristrutturazione è stata fatta come sempre dagli enti locali, ma ciò non ci esime come Governo a verificare se ci sono responsabilità e se sì, che siano pagate», commenta il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini.«La messa in sicurezza delle scuole in tutta Italia è una grande questione che deve interrogare il Governo e la politica. Chiedo che si faccia piena luce su questa vicenda», afferma il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.Per saperne di più oggi alle 16 il sottosegretario Davide Faraone, sarà a Ostuni.

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