CSPI, crollo di votanti. Colpa della Buona Scuola?

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Tuttoscuola,  15.6.2015.

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I moduli dei seggi elettorali per il CSPI, a quanto sembra, non prevedevano il numero degli aventi diritto al voto e i votanti, ma soltanto i voti validi espressi. Non è, quindi, possibile fare un calcolo esatto del numero dei partecipanti al voto. Tuttavia, considerato che i docenti di ruolo e non di ruolo dovrebbero essere circa 824 mila, i 362.085 voti validamente assegnati alle 62 liste per docenti in lizza nelle scuole statali (esclusi Trento e Bolzano) corrispondono a poco meno del 44%, una percentuale ben lontana da quella del 5-6 marzo per le elezioni RSU, quando si era superato l’80%.

Il confronto si può fare anche in forma più ampia.

Quando lo stesso personale (docenti e Ata) aveva votato per il rinnovo delle RSU a marzo, i voti validi assegnati alle liste presenti erano stati 788.330. Ora, invece, i voti validi assegnati alle liste per il CSPI sono stati  456.525 (docenti e Ata). Sono mancati quindi 331.805 votanti, dall’oggi al domani.

Quali sono state le ragioni improvvise di tanta disaffezione?

Come avviene anche per le elezioni politiche e amministrative, vi è minor affluenza al voto se i candidati sono sconosciuti e lontani (cosa che non capita per le RSU d’istituto). E vi è stato pochissimo tempo per preparare l’elettorato al voto anche per fare conoscere un organismo completamente nuovo.

Ma sicuramente quel voto, avvenuto la settimana prima dello sciopero generale, ha anche risentito della disaffezione indotta dalla mobilitazione contro la Buona Scuola.

I 332 mila che hanno disertato le urne forse sono anche il segno del malessere e della sfiducia in cui la scuola è caduta, a causa della ‘campagna di primavera’ contro la riforma.

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