Cyberbullismo: dieci azioni concrete

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di Chiara Brescianini,  scuola7,  n. 16  24.10.2016 

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Il nuovo protocollo d’intesa & altro
Il 17 ottobre 2016 la Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini e la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini hanno pubblicamente sottoscritto a Roma il Protocollo d’Intesa per la diffusione dei contenuti della Dichiarazione dei diritti e doveri in Internet, elaborata dall’apposita Commissione di studio istituita dalla Presidente della Camera nel 2012. Nel corso della presentazione, disponibile in versione integrale, sono state presentate alcune fra le più recenti e significative iniziative messe in campo dai promotori il Protocollo, con conduzione di Luca Pagliai e rappresentazione del monologo di Paola Cortellesi contro il bullismo.

Perché una dichiarazione dei diritti e dei doveri in Internet?
Come spiegato dalla Presidente Boldrini, in un contesto ove la rete costituisce un vero e proprio ambiente di vita per adulti e ragazzi, si è posta la necessità di definire regole di cittadinanza digitale comuni e condivise, per arginare i fenomeni di devianza nell’utilizzo (dal cyberbullying alla ludopatia, all’isolamento sociale, all’adescamento, allo stalking etc..) e per promuovere un corretto uso della rete. La semplice definizione di diritti e doveri non è da considerare in ottica di semplificazione, ma di regolamentazione di un ambiente di vita che, seppur virtuale, incide in modo significativo sulla vita quotidiana dei ragazzi. La Ministra Giannini ha evidenziato come la scuola sia il luogo per guidare i ragazzi alle scelte, nello specifico alla scelta di un buon uso della rete, per “scegliere sempre e comunque“.

Dieci azioni concrete per un buon uso di Internet?
Alcuni appuntamenti e riferimenti utili, in una decina di azioni oltre alla sigla del Protocollo:

  1. Giornata nazionale contro il bullismo a scuola – 7 febbraio 2017, in coincidenza con la Giornata Europea della Sicurezza in Rete (Safer Internet Day) indetta dalla Commissione Europea;
  2. Formazione degli insegnanti (anche in riferimento al piano triennale per la formazione dei docenti diffuso il 3 ottobre 2016 – riferimento 4.6. Coesione sociale e prevenzione del disagio giovanile);
  3. Concorsi per studenti (No hate speech), per far riflettere i ragazzi sui rischi e sui pericoli dell’odio on line e dell’incitamento al risentimento nei confronti dei loro coetanei e compagni, istigazione all’odio on line divenuta una forma diffusa di abuso dei diritti umani;
  4. Format RAI “Mai più bullismo” in corso di predisposizione con lancio a novembre 2016;
  5. Generazioni Connesse in collaborazione con la Polizia di Stato, Save the Children e Telefono Azzurro;
  6. Progetto “Verso una scuola amica ” finalizzato ad attivare prassi educative sull’art. 29 (diritto all’educazione) della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza;
  7. Campagna Nazionale di comunicazione «Il Nodo Blu contro il Bullismo», primo spot istituzionale, che sarà progettato e realizzato interamente dagli studenti;
  8. Sigla a breve di un protocollo d’intesa tra Miur e R.F. Kennedy Foundation of Europe onlus;
  9. Protocollo tra Miur e azienda ospedaliera Fatebenefratelli sul tema del bullismo;
  10. Tour del film «Un bacio» di Ivan Cotroneo, attraverso matinée nei cinema dedicate alle scuole.

Le risorse disponibili
Le risorse a disposizione saranno di 2 milioni di euro per l’anno scolastico 2016-2017 assegnati alle scuole con una call to action. Si rimanda al riguardo all’annuale Decreto relativo alle risorse ex Lege 440/97, che anche per il corrente anno scolastico con D.M. 663 del 1.9.2016 prevede all’articolo 11 il “Piano nazionale per la prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo”, in riferimento alla Direttiva del MIUR n. 2519 del 15.4.2015 per la prevenzione di tali fenomeni nelle scuole. Nello specifico si creerà una rete nazionale di scuole (una per ciascuna regione) per la progettazione di interventi di in-formazione e sensibilizzazione sul fenomeno del bullismo e del cyberbullismo in raccordo con il Piano Nazionale di Prevenzione del Bullismo, in capo alla Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione. Alle risorse dirette alle scuole si integrano le risorse per la formazione di cui al Piano triennale citato.

I punti chiave del Piano
Alle 10 azioni indicate sopra, concrete, numerose e ramificate, per arrivare alle 8.400 scuole italiane e ai 7.816.408 studenti italiani a scuola nel corrente anno scolastico , sottostà la necessità di:

  • una decisa e rinvigorita alleanza educativa, che non si traduca nell’ora in più di educazione digitale ma in una dichiarata coesione contro i bulli e il bullismo e la necessità di marginalizzare azioni di cyber o di bullismo tradizionale;
  • agire e riflettere su diritti e doveri, quindi sui rischi e sull’opportunità dell’ambiente online (che è un “luogo” e non uno strumento!);
  • formazione per tutti: docenti, ma anche studenti e genitori;
  • realizzare scelte consapevoli, come indicato anche nelle “Linee di orientamento per azioni di prevenzione e di contrasto al bullismo e al cyberbullismo”.

Il provocatorio monologo di Paola Cortellesi ci porta alla mente i tanti “Catino” che abbiamo incrociato nelle nostre vite e che non abbiamo visto né difeso per pavidità o per indifferenza.
Il Piano da solo non basta, ma l’impegno costante, diretto e individuale di ciascuno di noi può fare molto. Ora attendiamo la diffusione del protocollo di intesa, presentato ma non ancora diffuso. Sul sito dedicato del MIUR per Arricchimento dell’Offerta Formativa è possibile reperire i documenti, gli avvisi e gli esiti delle selezioni ex 440/97 – DD 663/2016, e si segnala il Bando art. 11 per il Piano nazionale per la prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo – Scadenza 12.11.2016.

Un tema da approfondire
Ho affrontato in modo intensivo il tema nel corso degli ultimi anni perché ritengo che la scuola non possa chiamarsi fuori da un mutamento epocale che vede l’ambiente quotidiano affiancato dall’ambiente digitale, e che l’intera comunità professionale degli educatori debba studiare, ricercare e proporre nuovi modelli educativi funzionali e funzionanti per scegliere, certo, ma anche per dare un senso ad uno strumento potentissimo che ci è stato dato senza istruzioni per l’uso minimali.

Per approfondimenti segnalo il sito dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna http://cyberbullismo.cts.istruzioneer.it/con particolare riferimento alla sezione Risorse http://cyberbullismo.cts.istruzioneer.it/risorse/

Sitografia e link:

GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

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