DdL, la minoranza Pd ribatte a Renzi: si possono ancora fare 130mila assunzioni subito

Tecnica_logo15Andrea Carlino,  La Tecnica della scuola  Mercoledì, 17 Giugno 2015.   

A dirlo è Walter Tocci, uno dei senatori che in commissione Istruzione avrebbero votato contro l’approvazione del testo di riforma: pronti a ritirare gli emendamenti, ma bisogna mantenere la proposta di risoluzione che anticipa l’immissione in ruolo rispetto a tutte le altre norme. Ne ha anche per Giannini: non è necessario il ddl buona scuola per chiamare i nuovi docenti a settembre.

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Continua il braccio di ferro tra Renzi e la minoranza democratica. Il giorno dopo l’annuncio a sorpresa del premier, anche se le avvisaglie c’erano tutte, i senatori del Pd che in commissione Istruzione avrebbero votato probabilmente contro il disegno di legge di riforma non ci stanno a passare come i responsabile della debacle sulle assunzioni.

“Stamane al gruppo Pd – ha detto il senatore Walter Tocci – ho dato piena disponibilità, come faranno altri colleghi, a ritirare gli emendamenti al ddl scuola. Chiedo solo di mantenere la proposta di risoluzione che anticipa l’accesso dei 100mila precari rispetto a tutte le altre norme. Non solo non vogliamo bloccare, ma proponiamo di accelerare le assunzioni”.

Tocci aggiunge che “se poi la presidenza dovesse proporre il rinvio del ddl voteremo il calendario chiedendo al governo di approvare subito un decreto per le assunzioni”.

Il senatore dem ne ha anche per il responsabile del Miur: “la ministra Giannini sostiene che non si possono anticipare le assunzioni senza l’approvazione dell’intera legge. È falso. Secondo l’ultima versione proposta dai relatori, le nuove procedure – gli ambiti territoriali e il potere di nomina dei presidi – sarebbero rinviate all’anno scolastico successivo 2016-17. Ciò significa che se fosse approvata l’attuale proposta i centomila verrebbero assunti nel 2015 con le regole tradizionali. Quindi non sono necessarie le norme della buona scuola per chiamare i nuovi docenti al primo settembre. Non ci sono motivazioni tecniche che impediscono la nostra proposta: prima le assunzioni e poi le altre norme”.

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Per Tocci non ci sono dubbi: “se non si accetta questa soluzione di buon senso è solo per un puntiglio politico che vuole scaricare su altri la responsabilità del rinvio – sottolinea – Si è detto che è colpa di tremila emendamenti, ma non è vero. I lavori della commissione Cultura sono fermi perché la commissione Bilancio non solo non ha ancora concluso l’esame del provvedimento, ma ha segnalato diverse incongruenze. Ad esempio, ha rilevato che la Card è una voce salariale che deve rientrare nella normativa fiscale. Questa e altre osservazioni obbligano il governo a una riscrittura di alcune parti”.

L’appuntamento di luglio, preannunciato dal premier, viene però ben considerato dal senatore. “Ha fatto bene il presidente Renzi a convocare a luglio una conferenza sulla scuola. Conferma così la volontà di correggere l’errore. La conferenza – continua Tocci – sarà l’occasione per chiedere di cambiare la logica del provvedimento. Evidentemente fino a luglio – conclude – la commissione del Senato non può più procedere a votare il testo, altrimenti farebbe uno sgarbo allo stesso Presidente che vuole ancora discuterlo. Però, si può passare subito a discutere e ad approvare l’articolo 10 che autorizza l’assunzione di centomila nuovi insegnanti; basta aggiungere il comma dell’organico dell’autonomia ed estendere il piano assunzionale anche agli idonei del concorso e agli abilitati, visto che i finanziamenti consentono di chiamare circa 130 mila precari”.

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