DdL, Scelta Civica controcorrente: se cambia la riforma, quando tornerà alla Camera non la votiamo

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Alessandro Giuliani,   La Tecnica della scuola   Domenica, 07 Giugno 2015.   

Sulla riforma non piovono solo critiche. L’ex partito del ministro Giannini: il Senato tenga duro sulle norme già condivise in CdM e a Montecitorio, non si può ridurre il tutto a un mega e costoso piano di stabilizzazione dei precari che fa torto agli altri comparti della PA.

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L’ex raggruppamento politico del ministro Giannini, poi passato al Pd, si schiera tra i difensori della riforma della scuola. “E’ sacrosanto ascoltare tutti – dice Enrico Zanetti, segretario politico di Scelta Civica -, ma se al Senato la riforma della scuola vedesse le valutazioni di merito derubricate a sperimentali e le responsabilità svuotate nella sostanza, riducendo il tutto a un mega e costoso piano di stabilizzazione dei precari che fa torto a tutti gli altri comparti della pubblica amministrazione e a chi cerca con fatica un impiego stabile nel privato, sia chiaro sono d’ora che, quando il provvedimento tornasse in questi termini alla Camera, Scelta Civica non lo voterebbe”.

Certo, alla Camera la maggioranza non è ridotta ai minimi termini come quella del Senato. Però, per il Pd quello che arriva da Scelta Civica è un segnale da non sottovalutare.

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