Ddl Scuola, al via il voto alla Camera. Sindacati sul piede di guerra

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Cgil, Cisl e Uil hanno indetto un’assemblea pubblica in piazza del Pantheon, invitando a partecipare anche i parlamentari.

TGCom 24, 15.5.2015

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– Iniziano oggi in Aula alla Camera le votazioni sul ddl Buona scuola. Nuove iniziative intanto contro la riforma: nel pomeriggio in piazza del Pantheon assemblea pubblica dei sindacati, che invitano a partecipare anche i parlamentari.
L’invito dei sindacati è già stato accolto da Sel e dal deputato della minoranza Pd Stefano Fassina che ha annunciato la conclusione del suo percorso nel partito senza radicali correzioni sul ddl Scuola. Il 18 e il 19 maggio Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Gilda e Snals hanno inoltre organizzato a piazza di Montecitorio, una sorta di “Speaker’s Corner” in concomitanza con la fase finale della discussione del disegno di legge Buona Scuola e lanciato una petizione su change.org per chiedere il cambiamento del disegno di legge.

Sindacati sul piede di guerra – “E’ inutile che Renzi mostri i muscoli”, “non si deve illudere, nessuno riforma il Paese da solo”: così la leader della Cisl, Annamaria Furlan, secondo la quale “l’atteggiamento che il governo ha verso il sindacato è uno dei suoi limiti principali”. Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil, il presidente del consiglio lo manderebbe volentieri “dietro la lavagna perché dice le bugie”: “evidentemente non conosce i contenuti del suo disegno di legge e forse fra troppi selfie, Twitter e Facebook ormai vive in un mondo virtuale” attacca il sindacalista.
“Non basta scrivere lettere per praticare il confronto” ammonisce il segretario generale della Cisl scuola, Francesco Scrima, invitando il premier a non usare “il ricatto delle assunzioni come “spada di Damocle” sospesa sulle richieste di modifica che il sindacato avanza”. “Siamo preoccupati, non tanto per gli scrutini, ma per l’insieme delle attività di fine anno che gli insegnanti si trovano a svolgere, attività delicate che richiederebbero ben altro clima, e del quale il governo – accusa Di Menna (Uil scuola) – si è assunto la responsabilità”.

Giannini: “Nostro è nuovo progetto educativo” – In Parlamento Stefania Giannini ha assicurato che la stessa passione espressa da chi ha contestato con animosità il provvedimento l’ha avuta il governo nell’elaborare e nel presentare “un nuovo progetto educativo” che “vuole portare la scuola italiana dal ‘900 a questo secolo”, “ricostruire la normalità che decenni di scelte mancate hanno fatto scomparire e cioè che chi lavora nella scuola sia scelto in base al fabbisogno e selezionato attraverso un concorso pubblico”. Ma soprattutto – ha premuto molto questo tasto il ministro – vuole formare “i cittadini dell’Italia di domani”.

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